Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <238>
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i6 Alfredo Signoreiti
italiane fermenterebbe continuamente uno spirito di lotta capace di allargarsi a tutta l'Europi? ìlaly of Italimus è il motto di Eussell; gli è dettato dall'animo sì ma ancor più dalla realistica visione delle possibilità politiche; l'Italia degli italiani significava la costituzione di uno stato effettivamente indipendente ad ovest e ad est, e quanto più gagliardo tanto più sicuro elemento dj pace e di equilibrio; aiutare questo Stato a formarsi e a rasso­darsi era una buona opera per uomini come Eussell e Gladstone imbevuti di dottrine liberali e nazionali, ma era anche saggia po­litica per chi, come ciascuno di essi3 aveva di mira principal­mente l'interesse del proprio paese.
E qualora forze maggiori avessero arrestato o respinto in­dietro il moto verso l'indipendenza e l'unità della nostra patria, quale condotta si può argomentare che avrebbero tenuta i mi­nistri liberali?
Non c'è dubbio; il ricordo del '48 ci fa vedere che proteste verbali non sarebbero mancate, ma non un soMato o una nave in­glese si sarebbero mostrate a difendere l'Italia, sede antica di civiltà, madre delle arti ecc. ecc., dalla tirannide austriaca.
Naturalmente nelle diverse fasi della erisi italiana la po­litica inglese dovette adattarsi a condizioni e situazioni spuntate fuori giorno per giorno e perciò la vedremo spostarsi, avanzare o ritrarsi, provare l'insuccesso, e quel elle è peggio, l'inganno; sottoposta ad una critica esasperata in patria, sembrare talvolta di non avere avuta l'esatta intuizione degli interessi nazionali; ma infine i fatti la giudicarono la più chiaroveggente.
L'aver lasciato a metà l'opera dell'indipendenza italiana, l'abbiamo visto nel precedente paragrafo, non fu troppo gra­dito ai diligenti di Londra; l'Austria dalle rive del Mincio e del Po sovrastava ancora su tutta la penisola; ma, poiché questo era un fatto a cui non si poteva rimediar 's '<ÌtÉéWe miglior cosa che l'Austria dominasse a suo piacimento quanto i preli­minari le concedevano senza immischiarsi oltre negli affari della restante Italia. Ohi voleva darle la possibilità di intervenne ancora era proprio Napoleone il quale, negli accordi di Villa-franca dettati più che da buon senso praUiBO, da speculazioni dottrinarie e sentimentali, perseguiva il sogno di una cenfedié razione italiana a fui partecipasse Francesco Giuseppe in rap-presentanza della Venezia governata con spirito liberale.
Bossoli, che vede V irrealità di questa confederazione e l'im-