Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <246>
immagine non disponibile

246 Alfredo SìgnoreUi
si allontanava da questa linea moderatrice forse doveva inter­venire in seguito contro la tirannia austriaca o contro l'ambi­zione francese.
Vittoria, punta sul vivo riguardo alla politica dei passati ministri, suoi preferiti, replicò che allora si trattava di preve­nire una guerra mentre adesso il caso era diverso. Il desi­derio di guardare l'Italia sia dalla tirannia dell'Austria che dall'ambizione della Francia può condurre all'isolamento bri­tannico da parte dell'Austria e della Francia * (1).
Ella trova tutti i dispacci uguali, loro unico oggetto è di mostrare alla Francia che sarebbe suo interesse di rompere quelle condizioni dei preliminari di Villafranca che servivano di compenso all'Austria per la perdita della Lombardia: la partecipazione alla confederazione da costituirsi e la restaura­zione dei duchi. Ora questo avviso o non è ascoltato e allora era più dignitoso non darlo o è ascoltato e allora, in una pro­babile guerra tra la Francia e l'Austria, l'Inghilterra per il suo onore dovrebbe prendervi parte, necessità affatto deprecabile.
La preoccupazione costante della regina è quella eli evitare qualsiasi passo un poco arrischiato che potesse eoiiUurre ad una guerra e crediamo che di tale opinione era la maggioranza degli inglesi e in fondo, anche lord Palmerston e lord Bussoli, malgrado qualche espressione ardente a favore dell'Italia.
Il gabinetto, specie per l'influenza di Granville, fiduciario di corte, fu piuttosto ligio verso la volontà della regina, e quando i due principali ministri chiesero che durante le vacanze avessero più ampi poteri nella questione dell'annessione dei ducati alla Sardegna, gli altri membri si opposero e dichiara­rono di essere disposti a riunirsi di nuovo se fosse necessario (2).
Intanto una delle solite iniziative personali di Palmerston irritò fortemente i sovrani; il 23 agosto, in risposta a qualche démarche fatta da Persigny il quale aveva anche lui l'abitudine di precedere piuttosto che di seguire I indirizzo del suo sovrano, gli scrisse incitandolo ad adoperarsi a che la clausola dei du­cati non trovasse posto nel futuro trattato e che sarebbe nel­l'interesse della Francia che quei territori fossero annessi alla
(1) Q. V. L., voL III, lettere della fine di agosto 1859.
(2) Q. V. L. eoi. in, lettere di Granville al Principe Consorte 29 agosto.