Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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247
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fl politica inglese durante la crisi risolutiva ecc. W
Sai-degna (1). U conte Walewski esaminò la lettera insieme con Oowley e la respinse, aggiungendo che coll'annessione la Sardegna diverrebbe tale grande stato che la Francia dovrebbe richiedere la Savoia.
Qualche giorno dopo il ministro francese mostrò l'impossibilità dell'annessione anche perchè in tal caso la guerra con l'Austria ridiverrebbe inevitabile e questo non era nell'intensione dell'imperatore a meno che l'Inghilterra non fosse disposta ad aiutarlo con le armi (2).
La regina venne a conoscere la lettera di Palmerston parecchi giorni dopo, il 5 settembre, e solo quando ne era stata fatta menzione in un dispaccio ufficiale; perciò fu oltremodo acre. Le rispose dapprima lord John dichiarando che il Palmerston non aveva compromesso ne il governo né la regina, e indugiandosi a mostrare le difficoltà per la Gran Bretagna di mantenersi neutrale se scoppiasse una nuova guerra.
Palmerston a sua volta espresse l'opinione che quando l'indirizzo di politica estera era stato adottato dal gabinetto e sanzionato dalla regina, il segretario agli esteri poteva condurlo innanzi nei dettagli senza ricorrere ad ulteriori approvazioni; si difese dall'accusa di voler egli indurre Napoleone a rompere la sua parola cou Francesco Giuseppe e infine, per ciò che riguardava le sue comunicazioni con gli ambasciatori stranieri, dichiarava che se la regina intendeva be egli dovesse avere quasi la funzione di messo delle decisioni del gabinetto coi ministri esteri, rassegnerebbe subito le proprie dimissioni (3).
(1) T. MAKTIN, ajj.; -tilt-; voi. IV, pag. 487. Il 22 agosto Palmerston aveva scritto al Oówley: è stato deciso che la Venezia sia ancora una vittima, ma cura deve essere presa a, che l'Austria sia prevenuta sia come membro di tuia confederatone o in alcun'altra via. dell'intervenire negli affari d'Italia di là delle sne frontiere , difende la politica di Cavour di cui non vuol discutere i mezzi poiché il fine era il bene dell'Italia. Sostiene il diritto dei ducati a cambiare i loro sovrani e conclude: io spero ohe Walewslri non volga la mente dell'imperatore a fare l'asservimento d'Italia la fine di un dramma che si apri con la dichiarazione, l'Italia libera dalle Alpi all'Adriatico, e VItalie rendite à elle m6ni Jfc. In seguito Palmerston modificò quest'ultima espressione nell'altra: L'Italie ventine à VAutriche. - ÀSHLEY, op. cit.
voi, li, pag. 371.
(2) fj MARTIN, op. crt. voi. IV, pag. 488.
(3) Q. V. li. voi. HL lettere dal 5 al 9 settembre.