Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <250>
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50 Alfredo Slgnovalti
mandò dilucidazioni a E. D'Azeglio il quale interrogò lord Pi-merston che gli rispose essere quelle notizie una favola (1). No­nostante questa smentita ì governi provvisori persistettero nel disegno di nominare reggente il principe di Oarignano, sia perchè una tale nomina era ormai improrogabile per soddisfare l'opi­nione pubblica, sia perchè Vittorio Emanuele in comunicazioni dirette con l'inviato toscano: ;à Torino, il Eahrizi, aveva consi­gliata la convocazione immediata dell'assemblea per proporre la reggenza del principe sabaudo e pregare S. M. il Ee a permet­tergli l'accettazione.
Questa discordanza di notizie sull'atteggiamento dei ministri inglesi ci lascia un poco perplessi. Forse prima l'Hudson e poi il Corsini ampliarono, modificandole, le dichiarazioni di Russell; forse non tennero conto che questi consigli si riferivano a dopo che fosse conclusa la pace di Zurigo. A credere più probabile quest'ultima ipotesi siamo indotti da un altro telegramma del Corsini del 3 novembre: Palmerston inclina sempre a con­gresso. Dice reggenza non può farsi che dopo pace Zurigo fra Austria e Piemonte. Austria non può far guerra (2).
Tali relazioni diplomatiche coi governi di Sardegna e del­l'Italia centrale, quantunque importanti, non danno luce com­pleta agli avvenimenti; il fuoco in cui si incrocia l'azione poli­tica dei vari gabinetti europei è Parigi e nei suoi rapporti col governo di Napoleone è necessario studiare l'indirizzo dell'In­ghilterra.
(1) CBXALA LUIGI, op. offe voi. III. uag. jSEX'lil.
(2) RroAsoxa. op. cit. voi. ÌTt, pag. 491. - Sui dubbi e le incertezze del gabinetto di Londra ci illumina' ancora meglio questo telegramma di li'tze-gllo del 15 novembre: Lord Palmerston paragonando la situazione a una partita a scacchi trova il nostro ultimo movimento molto a posto se non irrita troppo a Parigi. Egli pensa che lo si può spiegare come tendente uni­camente ad impedire l'anarolmvcho risohierebbe di eansare l'intervento. Lord Russell al contrario rimanda la sua opinione fino a che egb" sappia quale e l'impressiono prodotta in ItnuWfàgli mi ha detto ohe secondo notizie prove­nienti da Parigi il governo britannico non era senza inqnietndini quanto all'intervento austriaco in connivenza colla Francia. Si sta per domandare a Berlino e a Pietroburgo il loro avviso su questo fatto. Sembra che l'Austria dichiari ohe se l'azione del Piemonte nell'Italia centrale va più lontano essa dovrà opporvisi e si teme che giunga fino a prendere Ift armi . HIA op. oft., voi. HI, pag. COLXV, nota 2 *