Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <251>
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La politica, inglese durante la crisi risolutiva ecc. 251
L'articolo ufficioso, apparso suJ Moniteur del 9 settembre in cui, dopo aver stigmatizzata l'opera del governo piemontese e delle popolazioni dell'Italia centrale si affermava che da un con­gresso europeo non si potevano ottenére condizioni migliori per la Sardegna e l'Italia di quelle raggiunte coi preliminari di Vil-Iafranca, a meno di ricominciare la guerra, sembrò segnare un mutamento di jgipòleone verso l'applicazione integrale degli ac­cordi. In verità la dubbiosa politica dell'imperatore, paralizzata dal contrasto iniziale di non poter combattere il movimento uni­tario italiano per cui sangue francese era stato versato e nello stesso tempo di non poterne secondare per ragioni interne e per difficoltà intemazionali lo svolgimento troppo rapido, aveva cer­cato di arrestare in quel momento il pericolo più imminente cbe veniva dalla parte dell' Austria; il governo di "Vienna infatti aveva minacciato di mandare a monte i negoziati di Zurigo e si era rifiutato di congedare i 45000 lombardi incorporati nel suo esercito, qualora la Francia non avesse assunto un'attitudine più energica di fronte alla Sardegna.
Questo apparente cambiamento di rotta della,diplomazia fran­cese che, dobbiamo notarlo, non aveva però mai garantita l'ac­cettazione integrale del punto di vista inglese, urtò profonda­mente M Russell, il quale il 17 settembre dichiarò di nuovo con fermezza che l'Inghilterra non poteva mandare alcun proprio rappresentante al congresso a meno che non si desse e nem­meno si richiedesse alcuna sanzione riguardo ad un'eventuale proposta di imporre con la forza un governo nell' Italia centrale (1). Il conte Walewski cercò di rispondere sempre evasivamente af­fermando che la Francia non farebbe mai una proposta simile; messo però di fronte alla domanda quale sarebbe la condotta della Francia qualora un'altra potenza se ne facesse promo-trice? , dovette essere meno equivoco e dichiarò che non v'era questione di impiegare la forza per la restaurazione dei duchi, ma ove sorgesse l'anarchia allora la Francia non si opporrebbe all' intervejp) di truppe straniere. In ogni caso, egli tenne ad affermare p>" qualsiasi occorrenza non prevista non poteva es­sere convinto di menzogna (2).
avvicinandosi la fine dei negoziati di Zurigo e quindi la
(1) Oorrospondonoe further M P. W fiPnbru.
(2) CoTreapondeiice farther 3 3d U ottobre.