Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <254>
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Alfredo Signorotti
passo quanto era avvenuto nei giorni precedenti per penetrare addentro nel viluppo di interessi e di combinazioni diplomatiche; Spesso il segretario agli esteri si era rivolto ai gabinetti di Berlino e di Pietroburgo per spiegare le linee direttive della sua politica e per averli concordi in possibili detnarcJm. L'accoglienza delle sue pratiche era stata cortese, non entusiasta; si era te­nuto a rilevare i punti in cui l'azione delle due potenze armo­nizzava, ma quella dottrina dell'auto-decisione popolare non gar­bava affatto alle corti conservatrici del nord.
L'indomani della firma del trattato di Zurigo come le pro­poste di Bussoli divennero più definite e categoriche, così le differenze apparvero più nitide ed insormontabili.
Il 14 novembre il lord chiese a Berlino e a Pietroburgo che i ministri prussiano e russo si volessero unire a lui nell'esì-gere, prima del congresso, che nessuna sanzione fosse in esso data o richiesta per imporre con la forza i governi caduti nel­l'Italia centrale.
H barone di Schleinitz rispose che il suo paese si presen­tava al congresso senza un programma fisso e così dovrebbero comportarsi le altre potenze a meno che non lo volessero fare abortire; riguardo al non intervento, quando la questione sarà posta allora ognuno si potrà manifestare avverso; la Prussia per suo conto, non credeva opportuno di legarsi con una dichiara­zione a priori, perchè date circostanze potrebbero determinare l'intervento.
H governo russo rispose anche con un fin de non reeevoir, non solo per ragioni teoriche, ma anche perchè temeva di qual­siasi mossa inglese ed era allarmato di un'eventuale intesa fra Londra e Parigi: l'abbiamo visto nel passato, la politica del principe di Gortschakow mirò sempre a tener divise le due na­zioni occidentali, memore della guerra di Crimea?
Sicché l'Inghilterra restava sola nel porre la condizione preliminare ad ogni congresso del non intervento nei ducati: Napoleone temeva di apparire fedifrago verso Francesco Giu­seppe; con l'Austria continuavano le dispute diplomatiche su tutti i punti della questione italiana.
D'altra parte la politica personale dell'imperatore dei fran­cesi accennava di nuovo da qualche tempo ad incontrarsi con quella inglese; la sua mente sempre titubante sembrava rivolta con maggiore desiderio ad una soluzione sollecita e liberale