Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <260>
immagine non disponibile

260 Alfredo Signoretti
materiale e il dovere per il sito paese di gettare il sno grande peso dalla parte della giustizia. La regina domandò con scetti­cismo con chi fosse la giustizia e Raffermò utopica l'unione della Toscana al Piemonte.
Si trattava in quei giorni della scelta dei plenipotenziari; primo era il segretario agli esteri; come secondo, Eussell vo­leva Hudson, ma Vittoria si oppose fermamente dicendo che solo interessi inglesi debbono guidare la condotta dei pleni­potenziari inglesi . Portata la questione nel gabinetto, fu scelto il Wodehouse; però, come nota il Granville riferendo la seduta al Principe Consorte tutti i membri mostravano simpatia verso la causa italiana ed erano contrari al ritorno dei duchi senza voler andare fino alla guerra per impedirlo.
Palmerston in quei giorni aveva inviato una lettera a Per-signy incitandolo a persuadere l'Imperatore ad appoggiare la politica inglese; la regina ne- "è allarmata quantunque questa volta non sia stata tenuta all'oscuro, ma Granville la consiglia a non prendere alcun passo senza grande ponderazione, poiché il vecchio statista saprebbe trarne subito vantaggio per i suoi disegni (1).
Il congresso non doveva tenersi; ma dalla divergenza di opinioni e dì interessi, dalle difficoltà che abbiamo visto affio­rare ora in questo ora in quel problema crediamo che difficil­mente esso avrebbe adottato qualche risoluzione completa; la storia ci mostra, e fino a queste ultime conferenze l'esperienza non è mutata, che solo i congressi radunatisi dopo il cozzo delle armi hanno portato a modificazioni di frontiere e di potenza, gli altri si sono sempre conchiusi in discussioni teoriche e in­platoniche formule protocollari.
(1) Q. V. L. voi. Ili, lettere dal allfj.'.dicembre.