Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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263
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politica inglese durante la crisi risolutiva eoe, ME
la farà eseguire. Se non c'è il congresso non ci sarà in ogni caso intervento e non si frapporranno ostacoli a che l'Italia prenda, in mezzo alle Nazioni eli Europa, il posto che le appartiene e che soddisferà insieme i voti dell'imperatore- Napoleone e i disegni della nazione inglese (1).
In quel momento Palmerston, forse per le prove recenti di amicizia date dall'imperatore, era proclive a concludere un'alleanza occidentale tra la Francia, l'Inghilterra e la Sardegna, alleanza che era il sogno della politica éavurriana nel '56 e nei primi del '60 quando ritornò al potere; il premier però, su cui gli eventi del giorno erano capaci di lasciare un'impronta sensibilissima, scrivendo il memorandum del 5 gennaio per i suoi colleglli, andò più oltre di quello che un largo e attento esame della situazione gli avrebbe permesso. Egli difende l'intervento inglese in Italia e mostra che la migliore politica per la Gran Bretagna consisteva nello sforzarsi a venire ad un'intesa con la Francia é con la Sardegna, subito, poiché quello era appunto il momento opportuno. La base dell'accordo era una unita determinazione a prevenire qualsiasi intervento con la forza da parte di alcuna potenza straniera in Italia . Era una lega contro l'Austria per quanto riguardava l'Italia. Le due obbiezioni massime contro una tale politica erano, che si andrebbe diritti ad una guerra e che non si poteva aver fiducia m Napoleone.
Palmerston ribatte la prima asserendo ehe una tale alleanza allontanerebbe piuttosto che avvicinerebbe la guerra, dato che è lo stato di incertezza dell'Inghilterra che può spingere l'Austria a riprendere le armi; ma anche qualora la lotta fosse ne-
(1) n 5 gennaio Napoleone scriveva al ministro di Stato rilevando le migliorate relazioni internazionali e quindi la possibilità di dedicarsi a dare grande sviluppo alla prosperità economica; tracciava le linee delle riforme basate sn libero scambio alludendo al trattato di commercio prossimo a formarsi con VInghilterra. La stampa inglese rinnovò i commenti entusiasti; la Monito!/ -Post così scrisse il 18 gennaio. Le grandi riforme commerciali ohe stanno per essere introdotte in Francia, non costituiscono ohe una fase dell'alleanza anglo-francese, cementata teste dagli avvenimenti e dall'eventualità della questióne Italiana
Noi non dubitiamo punto ohe vedremo tra breve compiersi una soluzione soddisfacente, mediante la quale si riverbereranno nei destini dell'Italia centrale, divenuti più avventurosi, i sommi interessi e la comune intesa dei governi di Francia e d'Inghilterra .