Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <266>
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Alfredo 'SignoretH
3. Il governo interno della Venezia non fosse iti alcun modo materia di negoziati.
Vi era poi una quarta proposizione in cui si parlava di un nuovo plebiscito da effettuarsi nell'Italia centrale e qualora fosse favorevole all'annessione alla Sardegna, le altre potenze non do­vevano opporvisi; ma su questo punto, siccome troppo contraria ai principi costitutivi dell'Impero d'Austria, non era chiestoli consenso di Francesco Giuseppe. Tuttavia Bussoli fa risaltare la differenza fra la rivoluzione del '48 repubblieaneggiante e quella del '59 volta verso un ordinamento costituzionale (1).
Secondo quest'ultima proposta il governo inglese abbando­nava la formula di transizione consigliata il 25 novembre e ri­prendeva il primitivo disegno di soluzione integrale del problema dell'Italia centrale colla fusione nel regno di Sardegna
B conte di Eechberg approvò naturalmente il secondo e terzo punto; riguardo al primo rifiutò di accettare il principio del non intervento, anche se I1 Austri a nella questione presente seguirebbe probabilmente tale linea di condotta. E poiché egli si trincerava dietro al trattato di .Zurigo, lord Loftus gli fece os­servare che l'articolo sulla restaurazione non poteva essere ap­plicato dato che era stato concluso con l'intesa di non usare la forza, mentre ora la forza era assolutamenre necessaria.
Il cancelliere austriaco non accettò il principio del suffragio popolare e previde che il quarto punto non sarebbe accolto dalla Francia come contrario alla pace di Villafranca (2).
Non si poteva pretendere di più da un governo assolutista che aveva dettato legge fino a pochi mesi innanzi in tutte le faccende italiane; per giunta l'ambasciatore austriaco a Vienna, Appony, fece delle dichiarazioni ancora più rassicuranti.
H 15 i quattro punti sono presentati a Parigi, ed il 30 è data la risposta ufficiale, mentre già il 27 Thouvenel aveva di­chiarato a Oowley che l'imperatore riconosceva pienamente la necessità di cercare qualche altra soluzione della questione ita­liana invece di quelle fino allora proposte.
Sul primo punto l'accordo è perfetto. Sul secondo la Francia pur non potendo precisare i termini, è pronta ad evacuare gli stati pontifici, con la necessaria salvaguardia della sicurezza
(!) Gorrespondenco fiirfcbor II N. 3, 14 gennaio. (2) Corrospondence farther II N. 24, 24 gennaio.