Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <267>
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La politica inglese durante la crisi risolutiva ecc. 20?
della Santa Sede; per l'evacuazione della Lombardia invece bi­sognava attendere finché l'Italia avesse un assetto definitivo. Per la Venezia non si doveva chiudere la via a negoziati con l'Austria per favorire delle concessioni liberali.
Prima di pronunciarsi sul quarto punto il governo di 8. M. Imperiale credeva suo dovere di spiegare e di giustificare la sua posizione alle corti di Austria, Prussia e Bussia. Questa ri­serva, per le sue conseguenze, è degna di rilievo *-}'imperatore, diceva Thouvenel, pur convinto dell'impossibilità di applicare il trattato di Zurigo, vuol mostrare la sua lealtà. Biguardo ai mezzi, cioè al plebiscito, dato che su di esso si fondava l'im­pero napoleonico, il ministro francese non avrebbe potuto non trovarlo buono per gli altri paesi (1).
A Torino il 20 gennàio era ritornato ai governo il conte di Cavour, e subito Eussell si rallegrò con Hudson, invitandolo però a dichiarargli che era nell'interesse del Piemonte un at­teggiamento prudente e contrario a perturbamenti improvvisi. Visto che la arancia si mostrava favorevole ai quattro punti, il 31 gennaio consiglia a non mandar truppe nell'Italia cen­trale, a non prendere qualsiasi nuovo passo verso l'annessione prima dell'elezioni, a non incoraggiare movimenti rivoluzionari nella Venezia, negli stati Pontifici e nel Eegno di Napoli (2).
Cavour assicurò da parte sua che tutto procederebbe rego­larmente e che dovendo vedere Bicasoli e Farmi, li esorterebbe alla massima calma (3).
Si era presentata una piccola difficoltà; il governo francese era proclive a che le votazioni avvenissero col suffragio univer­sale; Bussell invece desiderava un sistema più ristretto; tuttavia visto che Thouvenel si manteneva fermo nella sua richiesta, scrisse ad Hudson che era bene che i singoli si regolassero come credessero meglio nella maniera di votazione; l'essenziale era che le elezioni avvenissero senza intimidazioni (4).
Nello stesso giorno in cui il governo francese rispondeva
(1) Corrcspondence li N. 27, SO gennaio. (?) Correspondence li JNfi 28* 31 gennaio.
(3) Il Ricasoli noi la stia inflessibilità adamantina non voleva indire nuove elezioni, infirmando cosi il valore di quello tettate nell'estate precedente, e solo all'ultimo,, per gli sfbr di Ofltfour 'di Vittorio Emanuele, cedette.
(4) Correspondence H ' él, 6 febbraio.