Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <268>
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F9 Alfredo Signoretti I
a Londra sui quattro punti, era inviato a Vienna da Parigi un dispaccio per chiarire le difficoltà dell'atteggiamento francese e prospettare la possibilità di indirizzarsi sur una nuova strada, quale poteva essere tracciata dalle proposte britanniche; ma fedeli ai sentimenti di lealtà con l'Austria così si espri­meva la nota noi abbiamo ritenuto come un dovere di ri­mandare la nostra risposta finché noi abbiamo potuto spiegarci con questa potenza sulla situazióne che ci creano delle circo­stanze imperiose; -noi vogliamo prima di tutto mettere sopra ad ogni sospetto le intenzioni e le vedute a cui la nostra poli­tica si è costantemente ispirata (1).
H 31 gennaio un nuovo lungo dispaccio e mandato all'am­basciatore francese a Vienna, in cui è fatta una completa dia­gnosi del movimento italiano, interessante e profonda ed im­prontata ad uno spirito polemico. Per il nostro compito ci basta Botare come in essa l'intervento armato nei ducati è escluso à priori e come la quarta proposta inglese venga ritenuta la più adatta a togliere d'imbarazzo le varie potenze interessate e ad eliminare il pericolo che i governi provvisori si consolidino contro il principio monarchico. L'Italia, vi era inoltre aggiunto, deve essere una potenza a sé, intermediaria tra la Francia e l'Austria (2).
Il Bussell venuto a conoscenza dei passi del governo di Parigi a Vienna, si ritenne persuaso che ormai la arancia avesse aderito completamente :al disegno inglese? non mancala che la conferma ufficiale e la sollecitò. Thouvenel temporeggiò un poco finche il 17 febbraio, con grande sorpresa dei ministri britannici, presentò delle contro-proposte per cui Parma e Mo­dena sarebbero state annesse alla Sardegna, per le Legazioni sarebbe stato stabilito un vicariato sardo e la Toscana avrebbe potuto scegliersi come proprio sovrano un principe di Gasa sa­bauda. Da ultimo veniva chiesto l'appoggio inglese per fare queste proposte a Torino (3).
Eussell declinò di prender parte alla demarche presso il governo piemontese e respinse nettamente il punto riguardante l'assetto della Toscana che già fu suo, perchè compromessosi
(1) Correspondenoe 11 N. 33, 80 gennaio.
(2) Conespondence II N. 34, 31 gennaio.
(3) Correspondenc TU N. 2, 17 febbraio.