Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <275>
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La politica inglese durante la crisi risolutiva ecc. 275
sants francais des montagnes e se, avendo adoperato l'imperatore le parole revendiquer e réclamer, non intendeva più di rispettare i voti delle popolazioni. Ebbe delle risposte soddisfacenti; tut­tavia T impressione a Londra fu enorme in tutti gli ambienti
A corte non si sapeva quale fosse il sentimento predomi­nante, se quello di ostilità verso Napoleone o quello di intimo compiacimento per aver dato ragione gli avvenimenti alle cri­tiche e alle diffidenze dei sovrani: We have heen made regular dupes' (noi siamo stati regolarmente ingannati), fu Y espressione caratteristica del comune convincimento.
Alla camera dei Comuni i membri dei diversi partiti chiesero spiegazioni e lord Kussell non potè dir altro che da Parigi non si era risposto ad un suo ultimo dispaccio e che infine l'impe­ratore aveva promesso, prima di prendere qualsiasi decisione, di consultare le grandi potenze. Nello stesso tempo domandò a Pa­rigi se vi sarebbe un previo voto nella Savoia e nella contea di Nizza e se, dato che fosse contrario, il progetto cadrebbe. Thou-venel, il quale era molto adirato verso Londra (1), confermò che si terrebbe un plebiscito il cui esito costituirebbe la condizione fondamentale per procedere all'annessione; riguardo alla maniera in cui la promessa dell'imperatore, che le grandi potenze sareb­bero consultate, sarebbe messa in pratica, disse che una nota verrebbe inviata agli Stati firmatari del trattato di Vienna. Evi­dentemente non era molto.
Le discussioni ai Comuni continuavano piene di risentimento contro la Sgancia e contro il suo sovrano, con la sola eccezione degli indipendenti, i quali per bocca di Bright volevano che non sorgessero difficoltà insanabili fra le due nazioni occidentali: Io dico: perisca la Savoia, per quanto, io credo, la Savoia non pe­rirà e non soffrirà, piuttosto che noi, rappresentanti del popolo d'Inghilterra involviamo il governo di questo paese con il po­polo e il governo della Francia in una materia su cui noi non abbiamo realmente alcun interesse . Lord John espresse la sua
(1) Thouvenel temeva in un'intesa fra l'Inghilterra e il Piemonte. In­fatti il Cavour nella sua risposta a un memoriale francese riguardante la Savoia e Nizza e nelle lettore a un suo confidente a Londra, il cav. Marliani, aveva sempre ribadito la riserva di consaltare le altre potenze préalablement, atteggiamento che tornava gradito al Russell ma ohe urtava il Thouvenel il quale aveva già in mente di non sottoporsi ad alcun controllo europeo.