Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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276
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Alfredo Signoretti
personale fiducia che se il linguaggio di disapprovazione fosse stato ascoltato a Berlino, a Vienna e a Pietroburgo, il disegno di annessione non avrebbe avuto successo (1).
E passi furono fatti presso queste Coiti, ma senza grande successo: la Prussia era la più disposta a seguire l'Inghilterra, ma era in una posizione di attesa, non troppo interessata per la questione della Savoia ma vigile qualora le ambizioni imperiali si rivolgessero sul Beno.
L'Austria, per suo conto, godeva della diminuzione del prestigio sardo fuori e dentro l'Italia; e, sebbene contrariata dall'annessione dei ducati e della Toscana, pure traeva due risultati positivi da queste lotte diplomatiche: la intera libertà per l'amministrazione della Venezia e l'abbandono del progetto di confederazione.
Sulla Russia, che spiava ogni occasione per suscitare inimicizie tra l'Inghilterra e la Francia, non era da contare. Anzi il principe di Gortchakow, secondo quanto disse all'ambasciatore francese, avendo Bussoli dichiarato che una perfetta conformità di vedute esisteva fra la Prussia e l'Inghilterra, telegrafò a Berlino per ordine del suo imperatore che la Russia non considererebbe come turbante l'equilibrio europeo la regolare cessione di Nizza e Savoia, purché le condizioni presenti della neutralità svizzera fossero scrupolosamente osservate (2).
Ormai gli sforzi della diplomazia francese erano concentrati nel fine di togliere alle potenze europee la possibilità di sancire o no con un voto la certa cessione di Nizza e della Savoia.
Il 13 marzo Thouvenel invia ai gabinetti europei una nota nella quale espone le ragioni per l'annessione senza riserve di quelle provincie, ragioni basate sul torto inflitto alla Francia l'indomani di "Waterloo (3) e sulla necessità di garantire saldaci.) Queste dihiarazioni avevano ferito la suscettibilità di Napoleone che il 7 marzo in un concerto si sfogò violentemente con Cowley alla presenza dell'ambasciatore russo. Wambasciatore inglese si contenne dapprima, poi mostrò l'indiscrezione di metter fuori tali accese espressioni di fronte al rappresentante di un'altra potenza. L'Imperatore si calmò e riaffermò di nuovo la volontà di tenere al corrente l'Europa dei suoi atti. Q. V. L. voi. Ili, 7 marzo.
(2) E. OLMVIBR, op. citi voi. IV. pag. 399.
(8) Nelle trattative dòpo la prima abdicazione di Napoleone I, alla Francia era stata assegnata una parte della Savoia òlio le era stata ritolta in seguito alla sconfitta di Waterloo.