Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <280>
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280 " Alfredo étgnorettd
ora vediamo mille giovani conchiudere nella più leggendaria delle spedizioni i molteplici tentativi da Marat a Pisacane e a Boso-lino Pilo. Poi di nuovo l'intuizione audace di Cavour e lo spi­rito di fedeltà e di abnegazione di Garibaldi contribuiranno alla riconciliazione dei diversi elementi e dei diversi risultati e l'u­nità di Italia sarà compiuta.
Noi continueremo ad esaminare gli avvenimenti non nel loro complesso ma in relazione con l'attività inglese e prima di en­trare nell'esposizione analitica presenteremo una lettera di Pal-merston alla regina del gennaio del 1861 che potentemente ci iUumina, nella sua luce retrospettiva, sui cardini fondamentali della politica britannica verso l'Italia.
Nei riguardi dell'Italia Vostra Maestà ricorda che il vi­sconte di Palmerston nell'estate scorsa espresse la convinzione che sarebbe meglio per l'interesse dell'Inghilterra che l'Italia meridionale fosse una monarchia separata piuttosto che fosse parte di un'Italia unita. Il visconte di Palmerston è ancora di questa opinione perchè un Eegno separato delle Due Sicilie, più probabilmente, nell'eventualità di una guerra tra l'Inghil­terra e la Francia, parteggerebbe almeno con la sua neutralità, con la potenza navale più. forte e si può sperare che tale po­tenza sarebbe l'Inghilterra. Ma allora sarebbe necessario che le Due Sicilie, come stato separato e indipendente, fossero ben governate ed avessero un sovrano illuminato. Ciò sfortunata­mente è divenuto insperabile e impossibile sotto la dinastia borbonica e nessun inglese potrebbe desiderare di vedere un Murat o un principe Napoleone sul trono di Napoli. Il corso degli eventi, dopo l'ultima estate sembra aver finalmente deciso il fato della Sicilia e di Napoli e non ci può esser dubbio che per l'interesse del popolo italiano e considerando la generale bilancia dei poteri in Europa, un'Italia unita il migliore adat­tamento. Il regno d'Italia non parteggerà mai con la Francia per parzialità verso la Francia e più forte questo regno diventa e più sarà capace fi resistere a coercizioni politiche da parte della Francia. Il principale influsso ohe la Francia avrà sulla politica del Eegno d'Italia consiste nella dominazione su Ve­nezia dell'Austria .
Adunque i dirigenti inglesi, quantunque sentimentalmente ben disposti verso i desideri degli italiani, non concepivano an­cora l'unità di tutta la penisola né avevano alcun pregiudizio