Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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284
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Alfredo Signorotti
2. Lo sbarco di Marsala e la presa di Palermo.
L'11 maggio Garibaldi sbarcava a Marsala e il 31 già era in Palermo. La parte avuta dalla marina britannica in quéste operazioni è stata variamente interpretata, sicché, malgrado che siamo di fronte ad episodi, sarà bene intrattenerci intorno ad essi un poco diffusamente.
Quando il Piemonte e il Lombardo comparvero nella rada di Marsala vi trovarono oltre ad alcuni legni commerciali anche due bastimenti da guerra inglesi, Ylntrepid e VArgus. Erano le due pomeridiane e gli ufficiali di marina si trovavano a terra. Cinque o sei miglia distanti erano una fregata ed altri Vapori napoletani. Essi si diressero verso Marsala ma quando giunsero a tiro dei bastimenti sardi già il Piemonte aveva sbarcato tutti i suoi uomini ed il Lombardo aveva iniziato le sue operazioni. Il comandante dello steamer napoletano si reca a bordo dell'2nr trepid, ad avvertire che doveva far fuoco direttamente sulla città e che quindi se vi fossero a terra degli ufficiali britannici fossero richiamati al più presto (1).
Il Marryat, comandante déiV Argus, ordinò ai piccoli legni commerciali britannici di uscire dal porto ma, impedendolo il vento essi non poterono attendere che la loro sorte.
JSTel rapporto che questo ufficiale della marina inglése fa per le autorità superiori, egli si maraviglia moltissimo perchè i napoletani non abbiano aperto subito il fuoco contro il Lombardo cercando di impedire in tal modo: lo sbarco dei contingenti Garibaldini che vi erano rimasti, ed esprime il suo giudizio dicendo che'l'obbiettivo delle navi borboniche non sembrava affatto fosse quello di prevenire uno sbarco. In realtà noi crediamo che quando lo Stromboli su cui era l'Aeton, ammiraglio napoletano, si trovò in posizione di tiro contro il Lombardo, già lo sbarco si era quasi del tutto compiuto, sicché un eventuale bombarda-
fi) Secóndo Raffaele De Cesate, il quale dice" di raccogliere le notizie da testimoni oculari, fn il comandante dell'Intrepià a chiedere una breve sospensione d'armi per far rientrare snlle navi i marinai sbarcati al contrario di quanto risulta dal rapporto del Maryat, secondo il quale il ritardo fu dovuto ad un atto di cortesia dell'Action verso la marina britannica.
B. DE CBSAEE, La fine di wn regno, pag. II, pag. 235 e segg.