Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <285>
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La poUHca inglese durante la crisi risolutiva ecc. 285
mento non avrebbe dato alcun risultato. Non rimaneva da far altro che bombardare la città; ma agli ufficiali napoletani do­vette presentarsi dinanzi il pericolo di una complicazione con l'Inghilterra qualora ne fossero rimasti offesi dei suoi marinai i quali erano ancora per la città. Questo fatto contribuì certa­mente a ritardare di qualche quarto d'ora il fuoco, ma è esa­gerato credere che la presenza di navi inglesi abbia in maniera è?5isiva influenzato favorevolmente le operazioni di sbarco dei Garibaldini.
Non prendiamo nemmeno in considerazione la leggenda di un preordinato intervento inglese; quelle due navi da guerra si trovavano nel porto di Marsala prima ancora che quivi fosse stato deciso -sbarco dallo stato maggiore garibaldino; esse erano venute per proteggere dei sudditi britannici i quali pos­sedevano delle case di vini e a cui erano state tolte le armi.
Il capo della squadra inglese del Mediterraneo era l'ammi­raglio Mundy, il quale aveva ricevuto questo incarico fin dall'i­nizio della guerra franco-austriaca nella primavera del 1859. Egli àitrovava nel porto di Palermo quando furono iniziate le osti­lità che condussero alla resa di questa catta- agli insorti.
Fin dal 23 maggio, quando la minaccia garibaldina si era fatta piò. imminente, il generale Lanza aveva chiesto che Mundy intervenisse per far concluderejnin armistizio tra lui e Garibaldi. L'ammiraglio consigliò di rivolgersi a Napoli per avere istruzioni da lord Elliot, non potendosi egli occupare di questioni che in­volgevano una responsabilità politica.
Il 25 le navi napoletane cambiarono posizione contro la città in modo d'averla sotto il loro fuoco nel caso che insorgesse; Mundy protestò ufficialmente per un eventuale bombardamento.
H 28 il generale Lanza manda il capitano Oossovich a bordo deirjTanniaZ, la nave aamniraglia inglese, per ritirare delle Iet­terei mandate da Napoli mediante un vascello britannico. Egli inoltre informò il MunofiÉte sarebbero venuti due generali na­poletani per cosÉèrire con lui. L'ammiraglio comprende, dato che le lettere erano già state date la sera precedente alle au­torità napoletane più vicine, che i due generali venivano per vedere le posizioni degli insorti onde poterle meglio poi attaccare e forse avevano anche lo scopo di ottenere una mediazione a cui egli non si sentiva autorizzato. Tuttavia accetta che i due generali vengano da lui purché si cessi i fuoco per terra e per