Rassegna storica del Risorgimento
MASSONERIA
anno
<
1914
>
pagina
<
79
>
Per la storia della Massoneria 79
di Rattazzi, il quale viaggio mi pose qui a Parigi in tuia delle più. difficili posizioni, in cui mai nomo di Stato siasi trovato. Per buona ventura ebbi senno sufficiente per regolarmi in questa circostanza nel modo il più corretto ed il più irreprovevole. Infine, con quanta giustizia Dio lo sa, poco mancò non m'apponessero a delitto die lo non fossi riuscito ad aprire al Ministero le porte del Campidoglio.
Ma il barone Eicasoli, se può forse lasciai" sorprendere per qualche tempo la sua buona fede, è in fondo nn onesto, retto e leale carattere. Ho quindi ragione di credere clie si accorse dell' ignobilità e dell'assurdità delle fatte accuse. Però tutto ciò mi addolorò molto e mi mise nella necessita di badare ad evitare ogni menoma cosa che possa servire d'arme ai miei avversari! che non conosco e non mi curo di conoscere.
Se il Ministero fosse stato più solido, avrei mandato senz'altro le mie dimissioni. Ma il Ministero era minacciato: molti uomini politici, alcuni di nome illustre, o si ritiravano in disparte, o l'abbandonavano apertamente. Parvenu poco nobile l'imitarli, e rimasi al mio posto, come se nulla fosse stato, adempiendo scrupolosamente e diligentissimamente ai doveri della mia carica. Ricasoli non seppe nulla di quanto si passò nel mio animo e stetti, fidente, tranquillo, pacato, aspettando che si formulasse l'ombra di un aggravio per prendere una determinazione conr forme alla mia dignità ed al mio onore*. Ma nulla fu formulato ed io rimango nella stessa tranquilla aspettazione.
In tale statò di cose, io credo che se accetto la carica, anche onoraria, di Gì.'. M.*., senza assentimento del Ministero, mi si attribuirà a colpa, e non porrà vero, ai miei avversarli cheio fornisca loro un tale pretesto. Permettimi adunque che io ricorra alla tua vecchia e cara amicizia per un sano ed onorato consiglio. Non penso sia conveniente per me domandar<e?n consenso del Ministero : e senza il consenso fornire pretesti ed accuse novelle. Rifletti a tutte queste cose seriamente, pacatamente, e poi mi dirai in coscienza se mi consigli ad accettare o no.
Kon tengo molto a stare a Parigi, lungi dalla mia famiglia e dai miei amici.
Ma non vorrei lasciando il mio posto, in questi momenti, aver nemmeno l'apparenza di abbandonare chi è in pericolo di cadere.
Eccoti intero l'animo mio.
Quanto ti dissi, noi dissi ad anima viva, iterò' 'lo confido alla tua discrezione.
Scrivimi e vogtìmi bene,
tuo aff. COSTANTINO.