Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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289
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La politica, inglese durante la orisi risolutiva eoe. 280
secondo punto. E governo sardo non saprebbe consentire, anche per liberare Venezia dalla dominazione straniera, a cedere un pollice di terra italiana .
Di fronte all'Austria e al Eegno di Kapoli promise di tenere un contegno difensivo, purché fosse rispettato iì principio di non intervento; si dichiarò incapace a impedire manifestazioni a favore di Garibaldi (1).
Scrivendo qualche giorno dopo a E. D'Azeglio il conte mostra il desiderio che l'Inghilterra intervenga più decisamente a favore dell'Italia, e richiamandosi al recente passato della crisi avvenuta per la cessione di Nizza e Savoia esclama: Disgraziatamente le sue simpatie (dell' Inghilterra) platoniche non potevano bastarci . Tuttavia aggiunge, se l'Inghilterra avesse voluto prestarci un soccorso efficace, se lo volesse ancora, essa garantirebbe con poche spese la libertà e l'indipendenza d'Italia (2).
Le assicurazioni che nei riguardi dell'Austria, del Be di ISFapoli e del Papa, Bussoli chiedeva a Cavour, erano desiderate per la preoccupazione costante che potesse scoppiare una nuova guerra in cui la Francia intervenisse a fianco della Sardegna e richiedesse qualche altro compenso. È sempre la Francia che i ministri inglesi, o conservatori o liberali, guardano con ansia ogni volta che le nuvole si accavallano minacciose sull'orizzonte politico italiano (3).
3. Tentativi per arrestare le ostilità.
Fin dal 21 maggio, in un colloquio avuto con Oowley, Thou-venel aveva espresso il desiderio di unirsi alla Gran Bretagna per agire concordemente negli affari di Sicilia. La vittoria di Garibaldi a Calatafìmi, che dapprima era stata annunziata come una vittoria delle truppe borboniche, rendeva più difficile un'in-
(1) Correspondence "VH N. 20, 30 maggio.
(2) La politique eoe. pag. 363, 4 giugno.
(3) Ancora prima ohe a Mm il gabinetto britannico aveva fatto pressioni a Vienna perchè l'Austria non attaccasse, ed ottenne bnone promesse: l'Austria, dichiarava Recberg, quantunque fosse stata invitata dal Suo alleato il re di Napoli, a porgergli aiuto in caso di bisogno non oltrepasserebbe i limiti della propria frontiera. Correspondence VII N. 5, 10 maggio.