Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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290
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Alfredo SignorelU
tesa basata sul mantenimento della -sovranità di Francesco II sull'isola. Tuttavia era bene intervenire, non con la forza, bensì con consigli identici f fermi a Torino, a Napoli e in Sicilia, tanto più che secondo il ministro francese, il governo sardo era favorevole a un tale procedimento che servirebbe molto a toglierlo d'imbarazzo (1).
Abbiamo esaminato nel paragrafo precedente quali gravi preoccupazioni dominassero l'animo dei ministri britannici; un articolo sul Moniteur del 1 giugno deplorava apertamente: fc manovre tendenti ad attribuire al governo francese il disegno di provocare o di lasciar nascere delle complicazioni in Italia e in Europa per cercarvi l'occasione di nuovi acquisti. Bussoli fu grato di questa assicurazione, ma per tutto il mese di giugno si tenne guardingo e inattivo; lasciò che gli eventi maturassero; restando come base miliare della sua politica impedire qualsiasi intervento straniero, e particolarmente francese, temeva da una parte che, sostenendo a viso aperto Garibaldi, non dovesse domani ricredersi per un rivolgimento di fortuna, dall'altra per l'atteggiamento dell'opinione pubblica e per l'indirizzo impresso da lui stesso all'attività britannica in Italia poteva moderare, non mai ostacolare il moto rivoluzionario ed unitario delia penisola.
Alla fine di giugno, quando già la posizione dei Mille si era consolidata, quando già l'imperatore Napoleone aveva mostrato di non prendere troppo a cuore gli interessi borbonici consigliando i legati Napoletani ad elemosinare un'assurda alleanza col Piemonte, la diplomazia britannica entrò in azione.
B 30 giugno il Persigny fu invitato da lord Bussoli a conferire sulla questione siciliana. H segretario agli esteri si mostrò favorevole ad una tregua e in linea generale disse di stimare più vantaggioso per tutti che l'Italia formasse due gruppi amici e uniti da un interesse comune piuttosto che perseguire una unità forse irrealizzabile e di cui la conseguenza più immediata sarebbe di condurre mfaMjilmìénte ad una nuova guerra con l'Austria (2).
È chiaro che gli statisti inglesi ancora non credevano né desideravano l'unità d'Italia, sia per la ragione già riferita di Palmerston di poter meglio influenzare il regno del sud fatai-
(1) Correapondence VII N. 14,. 21 maggio.
(2) Rapporto Persigny a Thonvenel riportato dal Ghiaia nei testo Francese op. cit voi. IV, pag. 00KSXXIX.