Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <291>
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La politica inglese durmie ta crisi risolutiva ecc. 291
mente vassallo dei dominatori del mare, sia per il timore di una guerra tra l'Italia liberata e l'Austria, lotta foriera di più vasti incendi
Questi pensieri non significavano però che l'Inghilterra ri­nunciasse a una linea fazione indipendente e seguisse il piano francese; anzi esaminando quello che poi sarà il tono dei dispacci seguenti, si è tratti a supporre che anche stavolta il conte di Persigny fosse andato troppo innanzi col suo abituale ottimismo.
H problema da affrontare in quei giorni riguardava partico­larmente l'avvenire della Sicilia e solo indirettamente quello del continente napoletano e quindi si può comprendere l'apparente contraddizione tra il considerare utopica e indesiderabile l'unità di tutta l'Italia e il favorire apertamente la tesi sarda nelle trat­tative coi delegati di Francesco n.
Il 3 luglio il ministro napoletano a Torino, Oanofari, aveva presentato ufficialmente la domanda di alleanza e pregato viva­mente Vittorio Emanuele di convincere Garibaldi a venire ad un armistizio per tutta la durata dei negoziati e di non inviare più soccorsi di uomini e di armi in Sicilia. Il 5 il Oanofari cosi telegrafa al suo governo: Il re è tornato oggi; si è tenuto consiglio. Non si ha fiducia dell'effetto positivo che la pratica sovrana potrebbe avere sull'azione di Garibaldi: pure si farà, ma sulla base non più dovere- il re nostro signore impegnare la forza per ridurre i siciliani. Questa condizione snatura la nostra domanda di semplice tregua temporaria. Cavour pretende essere questa condizione appoggiata dall'Inghilterra, anche ad onta del dispaccio di Persigny. Il linguaggio infatti di Hudson non con­ferma quel dispaccio ed è piuttosto favorevole alla separazione
dell'isola (1). 'j i.
Rispondevano a ierit queste osservazioni del Oanofari sul­l'indirizzo inglese della questione siciliana? Perfettamente. In­fatti il 7 luglio, dopo che il governo napoletano aveva rifiutato di aderire ad una tale base di trattative che equivaleva a sepa­rare l'isola dal regno, Russell scriveva a Hudson che la proposta piemontese gli sembrava necessaria per permettere al re di Sar­degna di venire in aiuto al collega di Napoli il quale per suo conto poteva richiedere colla possibilità di addivenire a un ac­cordo:
(1) CHTALA, op. oit. voi. IV, pag. CCXCVI,