Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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296
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2*)6 Alfredo SignoretU
che allora era divenuto il punto delicato della questione italiana per il gabinetto di Londra, la possibilità di, un nuovo intervento francese a fianco della Sardegna contro l'Austria. L'imperatore si mostrò convinto che Garibaldi marcerebbe su Venezia appoggiati dal governo di Torino, ma dichiarò che egli si terrebbe lontano dal conflitto, purché non fosse toccato il trattato di Zurigo e la Lombardia; anzi aveva avvisato in tale senso Cavour il quale sapeva che egli fuggiva dalla diplomazia: questa volta però, soggiunse Napoleone ma diploinaW> èst ime verità et une réulité (la mia diplomazia è una verità e una realtà) (1).
Da che era mossa questa volontà dell'imperatore di giungere a qualsiasi costo ad una intesa con la Gran Bretagna? Lo spingevano per tale via alcuni fatti contingenti quali rincontro a Toeplitz di Francesco Giuseppe e del principe Guglielmo di Prussia, i cui fini miravano ad una più cordiale unione fra le due massime potenze germaniche naturalmente ai danni della arancia e dell'Italia; mentre dall'Oriente agitato apparivano nuovi sintomi di discordia. In Siria era stato compiuto uno dei soliti massacri dei cristiani; l'imperatore di Francia aveva invitato le altre potenze ad intervenire per garantire l'ordina l'Inghilterra . ;:cui egli si era indirizzato particolarmente, rifiutò di mandare troppe. Allora Napoleone decise di fare una spedizione tutta francese, ma occorreva il consenso delle nazioni eu ropee ed il governo britannico si mostrò molto restìo. Dapprima Russell pretese che la spedizione fosse subordinata alla richiesta del Commissario della Sublime Porta, condizione che Napoleone non volle accettare per la propria dignità; infine il 5 settembre acconsjgptì, avendo la Francia firmata una convenzione colle quattro grandi potenze e la Turchia per la limitazione dell'occupazione a sei mesi (2).
(1) T. MARTIN, op. oit voi. V, pag. 174.
(2) Un'altra difficoltà era sorta per la qneStiono di Siria. La Valette, ambasciatore francese a Costantinopoli, aveva proposto di aprire gli stretti affinchè le potenze avessero la facoltà di intimidire la Porta con le navi. La Bnssia si oppose risolutamente dato che la chiusura degli strettì era l'unica garanzia fornitale dal trattato del 1856 per la sicurezza nel Mar Nero. Che si riveda il trattato, propose Gortchakow. Ji'lcghaterra non l'avrebbe permesso ad ogni costo e quindi Napoleone per non compromettersi né da una parte né dall'altra non aocolse il suggerimento di La Vallette.