Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
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1923
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Alfredo Signorotti
talità durante il suo esilio da giovane, la simpatia verso uomini quali Palmerston, ma ancora più il timore delle conseguenze fatali che da una simile ostilità verrebbero al suo paese. Spesso poi si illuse che la sua abilità riuscisse e a soddisfare le proprie ambizioni e nello stesso tempo a non sacrificare i buoni rapporti con l'Inghilterra, come nell'unione della Valacchia e della Moldavia, come nell'annessione di Nizza e Savoia.
Abituati a considerare i fatti storici quali furono, senza abbandonarci a farneticare sulle possibilità virtuali di un dato evento, mutando certe premesse, ci esimiamo dal rispondere alla domanda: cosa sarebbe avvenuto in Europa se Napoleone avesse tutto sacrificato all'alleanza russa? Quel che èKéertò è che nel '70 egli fu solo a combattere la risorta potenza germanica.
Sventato il piano della diplomazia francese di impedire a Garibaldi di sbarcare sul continente, la tragi-commedia della dinastia borbonica volse al suo fine. Ma gravissimi problemi sovrastavano all'orizzonte. L'Italia del nord era separata dall'Italia del sud dagli stati pontifici; non era naturale che si riunissero annettendo le Provincie intermedie? Ma se gli italiani mareias- sero su Roma come si comporterebbe la Francia? Lord Russell, che già era informato dal D'Azeglio dei disegni di Cavour (1), riflettendo anche che perfino i più spinti rivoluzionari e lo stesso Garibaldi non erano così pazzi da mettersi contro tutta l'Europa alienandosi Napoleone, non mostrò grande timore su questo puntoj più grave gli apparve il pericolo che le milizie garibaldine e sarde muovessero verso il nord contro la Venezia e che la Francia, anche nolente, non fosse costretta a prender parte parte alla guerra sollevando l'incendio per tutta l'Europa. Infatti Thou-venel aveva mostrato che il suo sovrano in una simile eventualità si riserberebbe intera la libertà di azione; egli rivendicava una politica di indipendenza, un sacro egoismo nei riguardi dell'Italia, sebbene confidava che l'Austria non si prevarrebbe in
(1) Il primo agosto Cavoar aveva scritto a E. D'Azeglio intorno al suo piano di invadere le Marcite. Non si illndeva che l'Inghilterra lo approvasse eccessivamente, poiché, secondo m, a Londra erano più contenti di vedervi ginn-gore Garibaldi (non si comprende tale supposizione smentita dalle preoo-eupazioni costanti di Russell per evitare una guerra neVeneto infinitamente più probabile sotto la guida di Garibaldi irresponsabili, a conte così conchiudeva: so l'Inghilterra resiste, la Francia non interverrà e le cose seguiranno un corso naturale . - N. BIANCHI, La pólitiqiw eco-, pag. 379.