Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <298>
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Alfredo Signorotti
talità durante il suo esilio da giovane, la simpatia verso uomini quali Palmerston, ma ancora più il timore delle conseguenze fa­tali che da una simile ostilità verrebbero al suo paese. Spesso poi si illuse che la sua abilità riuscisse e a soddisfare le proprie ambizioni e nello stesso tempo a non sacrificare i buoni rapporti con l'Inghilterra, come nell'unione della Valacchia e della Mol­davia, come nell'annessione di Nizza e Savoia.
Abituati a considerare i fatti storici quali furono, senza ab­bandonarci a farneticare sulle possibilità virtuali di un dato evento, mutando certe premesse, ci esimiamo dal rispondere alla domanda: cosa sarebbe avvenuto in Europa se Napoleone avesse tutto sacri­ficato all'alleanza russa? Quel che èKéertò è che nel '70 egli fu solo a combattere la risorta potenza germanica.
Sventato il piano della diplomazia francese di impedire a Ga­ribaldi di sbarcare sul continente, la tragi-commedia della di­nastia borbonica volse al suo fine. Ma gravissimi problemi so­vrastavano all'orizzonte. L'Italia del nord era separata dall'Italia del sud dagli stati pontifici; non era naturale che si riunissero annettendo le Provincie intermedie? Ma se gli italiani mareias- sero su Roma come si comporterebbe la Francia? Lord Russell, che già era informato dal D'Azeglio dei disegni di Cavour (1), riflettendo anche che perfino i più spinti rivoluzionari e lo stesso Garibaldi non erano così pazzi da mettersi contro tutta l'Europa alienandosi Napoleone, non mostrò grande timore su questo puntoj più grave gli apparve il pericolo che le milizie garibaldine e sarde muovessero verso il nord contro la Venezia e che la Francia, anche nolente, non fosse costretta a prender parte parte alla guerra sollevando l'incendio per tutta l'Europa. Infatti Thou-venel aveva mostrato che il suo sovrano in una simile even­tualità si riserberebbe intera la libertà di azione; egli rivendicava una politica di indipendenza, un sacro egoismo nei riguardi del­l'Italia, sebbene confidava che l'Austria non si prevarrebbe in
(1) Il primo agosto Cavoar aveva scritto a E. D'Azeglio intorno al suo piano di invadere le Marcite. Non si illndeva che l'Inghilterra lo approvasse eccessivamente, poiché, secondo m, a Londra erano più contenti di vedervi ginn-gore Garibaldi (non si comprende tale supposizione smentita dalle preoo-eupazioni costanti di Russell per evitare una guerra neVeneto infinitamente più probabile sotto la guida di Garibaldi irresponsabili, a conte così con­chiudeva: so l'Inghilterra resiste, la Francia non interverrà e le cose segui­ranno un corso naturale . - N. BIANCHI, La pólitiqiw eco-, pag. 379.