Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <300>
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Alfredo Signorotti
CAP. VI
DALL'INVASIONE BELLE MA ROTTA AL BICONOSOIMBNTG UFFICIALE DEL BEGNO D'ITALIA*
1* Tintore di una nuova guerra fra la Sardegna e VAustria.
Mentre Napoli accoglieva trionfalmente Garibaldi tea il plauso dell'opinione pubblica inglese (1), le truppe sabaude erano ammassate sulla frontiera degli stati pontifici. Il disegno di Cavour, che consisteva nella sollevazione popolare nel Napo­letano prima dell'arrivo di Garibaldi, moto che coi suoi voti avrebbe determinato l'intervento sardo, era fallito; il conte si vide costretto ad attuare quello già ideato, ma ben più arduo di raggiungere il regno delle Due Sicilie attraverso i dominii del papa. Lo storico nota in questa impresa il capolavoro della politica di Cavour, poiché egli guardò con occhio sicuro il pro­cedere degli eventi, dominò gli elementi messi in movimento da diverse aspirazioni, fece in -modo che tutti concorressero al suo grande scopo: la rivoluzione nell'Italia meridionale non doveva compiersi fuori,della dinastia dei Savoia, già diminuita nel favore popolare dalla cessione delle provineie alla Francia, per ciò bisognava superare qualsiasi ostacolo, passare sopra a pregiudizi e a paure.
Le difficoltà erano specialmente di ordine internazionale; il conte di Cavour pensò bene di non recedere se non di fronte ai cannoni e questa volta anche di affrontarli, secondo da quale parte sparassero. D'altronde il suo acume prevedeva che le di­verse forze in contrasto facilmente si sarebbero equilibrate p'j modo che nessuna azione positiva ne sarebbe la risultante.
Prussia e Russia apertamente amiche. deìÉ* féorte napole­tana erano troppo lontane per intervenire efficacemente,; mentre entrambi e specialmente la seconda, avevano grandi ragioni
(!) Il priuoigf Consorte scriveva al barone Ili :"Sto;ékmiU- il U settembre: Qui la gioia per la caduta della diluisca -napoleonica e; -grande e la re­gga*; attoria il 10 settembre: frìii Italia io temto elio lo stato degli affari sia molto preoccupante, ma in ferità la miserevole, debole e folle condotta del re di Napoli e di tutta la famiglia gli tolgono qualsiasi simpatia .