Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
<
1923
>
pagina
<
308
>
308 Alfredo Signoretti
non bisogna-abbandonare i popoli alla tirannia dei loro governanti (1).
Esaminare questo dispaccio nel valore politico definitivo delle sue teorìe, significherebbe scalzarlo ab imis, poiché molte di quelle asserzioni che sono ricomparse durante la guerra in una luce religiosa, oggi per la triste esperienza giacciono derise; ma tale può essere il compito del filosofo della storia, non dello storico, il quale, senza curarsi troppo se determinate espressioni rispondano a delle verità supreme, generali, deve inquadrarle nel momento e nello spazio in cui furono manifestate e deve misurarne gli effetti Ebbene la nota di lord Russell del 27 ottobre 1860 fu accolta dagli italiani come la consacrazione di fronte all'Europa della bontà e della grandezza della loro causa. Né ci sembrano esagerate le parole che lord Russell scrisse da Boma a suo zio il 1 dicembre:
Mio caro zio,
Dopo il vostro famoso dispaccio del 27, voi siete benedetto notte e giorno da 20.000.000 di italiani. Io stesso non lo potei leggere senza profonda commozione, e, appena pubblicato in Italia, migliaia di persone se lo copiarono scambievolmente per portarselo a casa e versarci su lagrime di gioia e di riconoscenza, nel seno delle proprie famiglie, lungi da brutali mercenari e da sozzi preti.
Ber quanto ardua l'impresa che gli italiani hanno ora dinanzi a sé, io non posso non credere che essi la compiranno meglio che alcuno di noi possa sperare; percliè ogni giorno più mi persuado di vivere in mezzo a un grande e reale movimento nazionale che sarà infine coronato da pieno successo, nonostante la legione dei nemici che l'Italia conta ancora in Europa (2).
La voce di lord John suonò rivoluzionaria presso i gabinetti nordici mentre l'imperatore di Francia non poteva disapprovare apertamente quei principi di libera elezione popolare su cui ogni tanto si gloriava di poggiare la sua autorità, ma nemmeno poteva esserne troppo soddisfatto perchè nel nuovo stato l'intluenza inglese: cresceva a danno del prestigio francese.
Nella corte di Londra la regina Vittoria e il principe Consorte non trovarono la forza di impedire l'invio di tale dispaccio;
(1) Corcespondonoo VII N. 136.
(2) B. ZOMBISI, op. <M pag. 361.