Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <314>
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Alfredo SignoretH
tenere una tale soluzione, terrebbe una condotta sleale verso l'Austria e fornirebbe alla Sardegna un fondamento di giustifi­cazione per compiere un attacco contro la Venezia per conqui­stare quanto il governo inglese aveva raccomandato; era meglio tacere, tanto più che l'imperatore, sebbene in teoria favorevole, non vedeva la maniera di riuscire nell'intento (1).
TJn piccolo, larvato dissidio sorse in questi ultimi mesi tra lord Russell e il Cavour e il D'Azeglio. Trovandosi il suo con­giunto, lord Elliot, senza aleun incarico, poiché veniva a finire la sua missione in Napoli, Russell pensò di accreditarlo come ministro a Torino, inviando Hudson a Pietroburgo. D'Azeglio, avutone sentore, fece apparire sul Times un articolo favorevole all'opera dell'Hudson; Russell fece buon viso a cattivo giuoco e così tutto il piano andò a monte. Elliot si sfogò dipingendo a foschi colori la situazione, certamente non lieta,-del Napo­letano (2).
4. 11 riconoscimento del Regno d'Italia.
Compiute le annessioni dell'Italia Centrale e dell'Italia Me­ridionale, Cavour ne diede comunicazione al gabinetto inglese, lord Russell però scrisse a Hudson che il suo governo non pren­deva atto ufficialmente dei decreti di annessione. Era necessario innanzi tutto attendere le elezioni le quali soltanto avrebbero legittimato il nuovo stato, che doveva dimostrarsi capace e pronto a mantenere l'ordine all'interno e la pace e l'amicizia all'estero. Quest'ultima condizione significava il riconoscimento delle obbli­gazioni dei diversi stati l'uno di fronte all'altro, e della validità dei trattati che fissano le circoscrizioni territoriali, la consape­volezza del dovere di agire amichevolmente verso i vicini con cui non si è in guerra (3).
(1) T. MARTIN, op. oit voi. V, pag. 277 e segg. -Il Principe Consorte se la prende contro ì due Old Italian Masters, come enino stati chiomati Pal-merston e Rnssel da Lady Russell, i quali per la loro filìa italica non erano allarmati dello sviluppo della cospirazione rivoluzionaria nell'Europa Orien­tale, e gli dava buon giuoco la scoperta avvenuta su bastimenti sardi di armi dirette verso i principati danubiani.
(2) N. BIANCHI, La poUtìgue ecc., pag. 887.
(3) Correspondence IX, 21 gennaio.