Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <316>
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3lg Alfredo SignoretH
della Francia Napoleonica. Queste sono le preoccupazioni del­l'oratore che diversamente da ogni altro pone chiaramente il problema nei suoi termini presenti e futuri, non passati, Mr Roebuck. I quarantamila francesi a Roma non lasciano credere a questo deputato che gli italiani sapranno liberarsi dal vassal­laggio d'oltre alpe. Egli inoltre è assorbito dal timore imminente di un'alleanza franco-russa a cui era necessario contrapporre l'amicizia fra l'Inghilterra e l'Austria, il vecchio cardine della politica britannica rispondente ad una vera esigenza. Infine Mr Roebuck conchiude ponendo come base di giudizio l'interesse nazionale anti-francese e secondo questo peso valutando il merito dei dirigenti della Gran Bretagna: se essi fanno dell'Italia una semplice vassalla della Francia, essi non avranno fatto del bene né per l'Inghilterra né per il Mondo. Ma se l'Italia è creata realmente libera, indipendente ed unita libera dal dispotismo tanto spirituale quanto temporale essi avranno fatto cose per cui i loro nomi saranno venerati dai posteri ed essi meriteranno i ringraziamenti di tutto il mondo (1).
Era questo il vero nocciolo per l'Inghilterra della questione d'Italia, ed in altre parole è espresso anche dal principe Con­sorte in un memorandum privato: sarà l'Italia unita un con­trapeso alla Francia e un elemento di pace all'Europa o si as-socierà alla Francia nel promuovere cambiamenti territoriali in Europa? .
Egli inclina verso questa seconda opinione poiché riporta senza commentarle le parole dette dal principe napoleone al­l'assemblea legislativa: se c'trna posizióne che possa raffor­zarci contro l'Inghilterra è di fare noi stessi il eentro di tutte
le forze secondarie Se gli italiani hanno una flotta sarà un
guadagno per la Francia. Non siate ingannati su questo punto. Gli statisti inglesi lo sanno bene (2).
Il 30 marzo, invèèJ primo in Europa, il gabinetto inglese riceveva il marchese Emanuele D'Azeglio come ministro accre­ditato presso la corte di Londra.
I fatti sono i migliori giudici della bontà di un'idea o di un'azione, gli avvenimenti posteriori dimostrarono appunto che quanto più l'Italia fosse forte tanto meno risentiva dell'influenza
(1) Parlìamentary Debates, III serie GI/X1 pag. 1613.
(2) T. MARTIN, op. cit. voi. V, pag. 301.