Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
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1923
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pagina
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320
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Luigia Mimili
sentimenti politici e religiosi, e delle quali mi occuperò in seguito, alcuni documenti inediti esistenti presso l'Archivio di Stato in Roma, i quali riguardano il Belli nella -sua funzione di .Revisore Teatrale presso la Censura Pontificia, starebbero a dimostrare il contrario, giacché essi gettano una luce nuova sulla figura del Belli, ingenerando la convinzione ch'egli della libertà sia stato tutt'altro ehe un apostolo fervente, ciò che spiegherebbe e troverebbe ad un tempo conferma negli atteggiamenti da lui assunti negli ultimi suoi anni.
Lo Gnoli (1) crede di vedere nell'anno 1825 l'inizio del periodo liberale del Belli: in quell'anno il Belli, per discordie nate in seno all'Accademia Filarmonica, compose una canzone che pubblicò col solo titolo di Canzone di G. G. Belli . In essa prende occasione dalle discordie di un'Accademia, per trattare delle discordie d'Italia. Egli però in essa non fa cenno ai governi ma si rivolge ai popoli, e vi svolge lo stesso tema della Canzone ad Angelo Mai che G. Leopardi aveva scritto cinque anni prima: la decadenza, cioè, dell'Italia causata dalla neghittosità dei suoi figli, l'incitamento agli Italiani di svegliarsi dal letargo. Ma quantunque il Belli in una sua lettera, citata dallo stesso Gnoli, dica di essere stato spinto a scrivere questa canzone per discutere sulle cause dell'italiana decadenza , a me sembra più che un lavoro sentito, un'esercitazione accademica, perchè i sentimenti e le idee che il Belli vi manifesta sono troppo in contrasto con gli intimi sentimenti dell'animo suo, col suo carattere calmo, tranquillo, nemico di qualsiasi perturbazione o rivolgimento politico. Come mai, quindi, poteva egli proprio aizzare gli Italiani e incitarli a muoversi, a scuotersi?
Dato il carattere del Belli, non credo dovesse trovare eco nel suo cuore la speranza ch'egli manifesta nella canzone:
olio pure un dì si Scuota
la tardità dei neghittosi figli
Quando essa si scosse, infatti, egli ebbe paura, terrore quasi, e imprecò contro quei figli d'Italia che da neghittosi eran diventati attivi. Anche il Morandi (2) s'accorda con lo Gnoli nel
(1) m- fcfri, Il Belli e i suoi scritti inediti. Nuova Antologia, dicembre J877-gennaio-febbraio 1878.
(2) L, M GRANDI, Smetti romaneschi di . G, Belli. Città di Castello, 1884.