Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <326>
immagine non disponibile

326 Luigia Rivétti
garli, e gli sarebbe dispiaciuto che i pungenti sarcasmi dei po­polani suoi concittadini facessero il giro di Roma e arrivassero forse agli orecchi di Gregorio XVI e di tutto il Olerò, per opera sua. Egli raccoglieva l'arguta satira non per farsene un'arma contro il governo, ma per poter tramandare ai posteri, in un'o­pera durevole, tutta quella vita veramente vissuta della plebe romana. La sua reputazione morale e politica quindi era salva. Uomo di costumi pori ed onesti, tranquillo, egli non dette mai, e non ne era capace, fastidi alla Polizia Pontificia. Sicché egli visse sconosciuto forse ai governanti dello Stato Papale, che certamente non avrebbero mai visto in lui un personaggio pe­ricoloso per la quiete dello Stato. H Belli, prudente e per non trovarsi in quegli impicci che fortemente detestava, lasciava cor­rere per le labbra dei suoi concittadini quei sonetti nei quali meno appariva l'innata maldicenza romana. E per questi sonetti il Governo Pontificio non poteva certo turbarsi. Quindi egli non fu vittima di quella Censura Pontificia così accorta e severa sotto le grinfie della quale certamente si sarebbe trovato, se tutti i suoi sonetti fossero usciti alla luce, sotto il suo nome.
Questa sua reputazione illibata di integro cittadino gli per­mise negli ultimi anni di sua vita di far parte di quella stessa Censura, della quale egli arvebbe eertamente sperimentato i ri­gori, se con altro intento avesse scritta la sua opera.
Vediamo intanto che cosa era la censura a quel tempo nello Stato Pontificio e specialmente la censura teatrale alla quale il Belli appartenne.
CAPITOLO H.
La censusa teatrale a Roma dal '50 al }60.
La censura in genere, così nello Stato Pontificio come negli altri Stati d'Italia, non ebbe fino al secolo XYIH quell'impor­tanza politica che assunse dopo, quando gli avvenimenti politici divennero le cause immediate e principali dei suoi sistemi.
Prima di quest'epoca l'importanza della censura è grandis­sima invece dal lato ecclesiastico e morale; la Chiesa, vigile sempre cercò di. comprimere il pensiero quando questo non si trovava d'accordo o con la Religione o con le idee di prepon­deranza spirituale assoluta che essa era abituata ad esercitare