Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <327>
immagine non disponibile

Gioacchino Beiti u Censore " e il suo spìrito liberale 32?
su tutto il moudo cristiano. Già nel 494 il Concilio di Eoma, riunito da Gelasio I, componeva un primo catalogo di libri proi­biti. Affidato poi quest'ufficio, al tempo dell'Inquisizione Spa­glinola, alla Congregazione del S. Uffizio, esso passò definitiva­mente, per opera del Concilio di Trento, a una Congregazione apposita detta dell'Indice, che era incaricata di catalogare in un indice tutti i libri proibiti dalla Chiesa (1). E Eoma fu sempre molto severa, ed estese questa sua autorità su tutto il mondo cristiano, nel censurare butto ciò che si mostrasse contrario ai dogmi. Peggio fu quando con l'introduzione della stampa si rese più facile la diffusione di libri perniciosi.
A questa importanza grandissima della Censura ecclesiastica e morale si aggiunse quella politica nel XVm secolo, quando le idee degli enciclopedisti francesi, già censurate dalla Chiesa per il lato ecclesiastico e morale, produssero quel rivolgimento di idee che portò alla Rivoluzione Francese. E quando in Eoma si cominciò ad attentare non solo alle idee religiose e morali, ma all'integrità del Papa come capo del potere temporale, questi sentì la necessità di annettere una più grande importanza alla censura politica.
Le dottrine degli Enciclopedisti francesi portarono un rivol­gimento immenso nell'ordine di cose esistito sino allora e istil­larono nei popoli la coscienza della propria personalità. Le idee novatrici della Erancia penetrarono anche in Italia, dove scossero i popoli abbrutiti da una lunga servitù. E mentre prima il sen­timento dell'unità morale dell'Italia era vivo soltanto negli animi più eletti, che rimpiangevano la grandezza del passato e, deplo­rando la miseria e l'abbiezione del presente, anelavano alla ri­generazione, ora questo sentimento si impadronisce anche delle masse ed è così soltanto che esso produrrà i suoi efletti.
Intanto, mentre si sviluppavano nei popoli, i germi gettati dalle nuove dottrine filosofiche francesi, gli avvenimenti incal­zavano in Erancia e quando nel 1814, domata la Rivoluzione, il Congresso di Vienna cercò di riordinare l'Europa sconquassata da un impeto travolgente, i popoli avevano pienamente compreso i loro diritti e la loro missione, e si ribellarono contro chi, giu­dicandoli ancora privi di una coscienza nazionale, li aveva con siderati come cose e non come persone. Poiché il Congresso di
(1) G, MORONI, Dizionario Scctesiastico, voi. XVI, pag. 494.