Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
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1923
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pagina
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328
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óza Luigia Rivetti
Vienna non aveva tenuto alcun conto del principio di nazionalità. Si era continuato il solito sistema seguito nelle altre guerre di prepondei'anza: l'equilibrio fra i diversi Stati si computava a peso e a misura anziché secondo le leggi della giustizia, e quelli che ne soffrivano erano i popoli, che venivano distribuiti come armenti.
Ma quantunque l'Italia, che la Rivoluzione, aveva trovato quasi indipendente, vedeva rinnovata con le decisioni del Congresso di Vienna la propria servitù politica e si vedeva ricondotta a condizioni peggiori di quelle create dalla lotta fra le Case di Austria e di Francia nel secolo XVI, l'ora della riscossa non era lontana poiché i popoli incominciarono quelle cospirazioni, quei movimenti e quelle ribellioni che dovevano portarli alla completa ed assoluta libertà.
Ed i governi? Essi naturalmente avevano visto a malincuore questo risveglio dei popoli e quando si accorsero che esso attentava alla loro tranquillità ed incolumità, cercarono i mezzi per reagire e comprimere questo spirito di indipendenza.
E se non sempre i piccoli Sovrani d'Italia furono d'accordo, a causa della loro indole e dei loro sentimenti, nella scelta dei mezzi di repressione, furono però tutti concordi negli scopi: soffocare cioè nei loro sudditi ogni pensiero di libertà, cercando di far loro dimenticare tutti quegli avvenimenti che così fortemente li avevano scossi. Per far ciò, non trovarono di meglio che ricondurli a condizioni di vita simili a quelle in cui si trovavano quando era sopravvenuta la tempesta francese. E, sopprimendo ogni libertà di pensiero e di stampa, credevano di aver trovato anche il metodo di soffocare ogni idea di indipendenza.
Lo Stato Pontifìcio fu tra gli Stati italiani quello che più di tutti fu ricondotto da cecità di governanti nel più oscuro passato. H Cardinale Rivarola, la prima autorità ecclesiastica entrata in Roma dopo il Congresso di Vienna, Pio Vii, Leone XII, Gregorio XVI contribuirono, ognuno per proprio conto, a far ritornare nello Stato Pontificio il più assoluto medio evo in ogni campo, dal religioso all' amministrativo. Essi iniziarono fierissime persecuzioni contro i settari, quantunque i frequenti moti dimostrassero come ogni più fiera repressione fosse impotente.
Una nuova èra parve aprirsi per lo Stato Pontificio quando nel '46 a Gregorio XVI successe Pio IX, che con i primi suoi atti*di governo sembrò voler essere un papa liberale. Ma i suoi successivi atteggiamenti distrussero ben presto l'illusione che
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