Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <331>
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Gioacchino Belli " Censore " e il suo spirito liberale 351
La censura politica, assunta a maggiore importanza accanto alla ecclesiastica e alla morale dopo i rivolgimenti determinati dai movimenti rivoluzionari della Francia, fu una necessitò do­vuta al mutato spirito del popolo, ai nuovi più larghi orizzonti che ad esso si presentavano.
La censura drammatica a Eoma era triplice: ecclesiastica, politica, municipale; in modo che qualsiasi produzione da rap­presentarsi in pubblico era sottoposta alla revisione e censura preventiva dell'Autorità Ecclesiastica, per ciò che riguardava la Religione, la morale e il buon costume; dell'Autorità Governa­tiva, per ciò che riguardava la politica ed il rispetto alle leggi e alle persone; e dell'Autorità Municipale per ciò che si rife­riva alla parte filologica (1). È interessante qui notare come nel '50 il Governo Pontificio cercasse, di fronte alle pretese li­berali, di moderare almeno apparentemente la teocrazia, facendo intervenire nella censura dei libretti anche quell'autorità, il Mu­nicipio, che, rappresentando la somma dei diritta del popolo a-veva la parvenza di mitigare l'assoluto potere dei preti. Appa­rentemente, ho detto, perchè questa partecipazione municipale alla censura era un atto meramente formale. I libretti passavano alTAutorità Municipale, per essere esaminati, solo dopo il visto e l'approvazione dell'Autorità Ecclesiastica e politica. E poi basta vedere quale parte di censura, la filologica, spettasse a queste autorità, per comprendere quanta poca importanza essa avesse nell'approvazione o disapprovazione delle opere teatrali da rappresentarsi. Il Governo voleva così salvare capra e ca­voli, facendo vedere agli occhi del pubblico come anche l'Au­torità Municipale, autorità perfettamente estranea al ceto eccle­siastico, entrasse a far parte di questo Ufficio così importante, così bersagliato e pur tanto temuto da coloro ai quali più stava a cuore la libertà di pensiero e di stampa; ma nello stesso tempo avocava completamente a sé questo ufficio così delicato. A questa triplice revisione teatrale non erano soggetti soltanto i li­bretti (che dovevano essere presentati alia Autorità suddette, per esser esaminati, in numero di 41 copie), ma anche i figurini dei vestiari, i modelli degli attrezzi e i bozzetti delle scene ri­guardanti i singoli spettacoli. Anche i manifesti, i programmi,
(1) ArchM di Stato di Roma. Direz. (Sten. Polizia: Regolamento Generale per la Deputazione Pubblici Spettacoli,