Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <332>
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Luigia Rivetti
i cartelloni da affiggersi o distribuirsi al pubblico non potevano esseié impressi dagli stampatori senza il solito triplice visto. I copioni, poi, usati dai suggeritori, dovevano portare, oltre i tre visti, un timbro apposto in ciascuna pagina dall'Autorità Eccle­siastica. Contravvenendo a queste regole si andava incontro alla multa. Anche gli stessi figurini dei vestiari erano esaminata e dal censore ecclesiastico e dal politico; il primo doveva attendere a che non uscissero dai limiti della decenza, il secondo doveva at­tendere alla Gombinaziom dei colori: poiché si analizzava con cura ogni concorrenza di tinte che accennasse alla proscritta iride tricolore. Molte volte erano eluse le severe precauzioni e gli ispettori teatrali nei loro quotidiani rapporti al Direttore Ge­nerale o al Ministro dell'Interno, sull'andamento degli spettacoli, avevano a deplorare qualche inconveniente al riguardo.
Altre volte erano dei fogli anonimi che giungevano al Mi­nistro dell'Interno, come quello giunto il 28 settembre 1851 a Monsignor Savelli, che copriva in quell'anno la detta carica, così concepito:
JSTel giuoco dei cavalli (1) si verificò quest'oggi prima rap- presentazione che i due Buffi Pagliacci vestivano dei 3 colori dell'Italiana Demagogia, cioè a scacchi rossi e bianchi con grossi bottoni verdi, locchè destava molta simpatia in alcuni pochi perversi che assistevano a quel divertimento (2). Il cruccio del Governo era, come si vede, che, nonostante il pa­terno governo di Pio IX, vi fossero semqre questi perversi > simpatizzanti per il proscritto tricolore: quindi la sospettosa in­chiesta per allontanare il più e il meglio possibile questa rap­presentazione dagli occhi dei sudditi.
Il censore ecclesiastico, alla sua volta, doveva badare alla decenza dei vestiari degli attori e far sì che essi non recassero offesa al buon costume e ciò per non offendere il buon popolo romano che, a detta degli ispettori teatrali, era rimasto molto scandalizzato dalle licenze delle compagnie francesi (3). Perchè
(1) Era una compagnia equestre ohe agiva all'Anfiteatro Corea in quel
Carnevale.
(2) Archivio di Stato in Bontà. Ministero dell'Interno: Teatri - Disposizioni
Generali, 13514852.
(8) Archivio di Stato in Roma. Direzione Generale eli Polizia, vedi Ap­pendice Y1L