Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <338>
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Luigia Rivetti
mento liberale e cioè di temperare col laico-l'elemento eccle­siastico predominante nei pubblici uffici
Questa DepntafciSne aveva grandissima importanza. Era ad essa che si rivolgevano gli impresari dei teatri e 'i direttori delle Compagnie comiche per ottenere i permessi di agire in un dato teatro in una determinata epoca. Le compagnie non pote­vano agire senza un permesso ufficiale di Monsignor Governatore.
H procedimento per dare questi permessi era abbastanza lungo: il capo comico o l'impresario chiedevano con apposita domanda indirizzata a Monsignor Direttore Generale di Polizia il desiderato permesso. La domanda era passata al Vice Presi­dente della Deputazione per informazioni sulle persone che com­ponevano la compagnia. Avute W informazioni richieste, Mon­signor Direttore Generale di Polizia emanava il decreto con la sua firma dato dalla nostra Residenza in Montecitorio . Ac­cordato il permesso, lo stesso Monsignor Governatore ne dava-avviso, per l'opportuno invio di 3Torz di Linea per l'ordine pubblico, 1 a Sua Eccellenza il Signor Generale comandante la Piazza di Soma; 2 al Signor Capitano comandante la com­pagnia dei Gendarmi di Roma; 3 al vicepresidente' ideila Depu­tazione dei Pubblici Spettacoli; 4 (durante l'occupazione fran-. cese dopo la repubblica del '49) ai Signor Prefetto di Polizia Francese.
Naturalmente tutto ciò avveniva dopo che il Ministro del­l'Interno aveva dato il sjìo nulla osta per l'agibilità dei teatri nello Stato Pontificio nella stagione di Carnevale, con apposita circolare ai Cardinali Legati. In essa Monsignor ìifinistn-o del­l'Interno ricordava le norme a cui essi i dovevano attenere sia riguardo alla censura delle produzioni teatrali sia riguardo all'ordine pubblico dei teatri (1).
Le compagnie francesi, che di solito agivano al Teatro Metastasio, erano quelle che più davano da fare alla Direzione di Polizia. Esse, per ottenere il necessario permesso, si dichia­ravano sempre pronte ad osservare scrupolosamente le leggi vigenti dello Stato Pontificio riguardo alla censura, ma nei fatti dimostravano il contrario. Esse avevano una maggiore libertà di costumi, e per la morale e la decenza non erano forse tanto scrupolose, poiché i reclami, che arrivavano alla Direzione Ge-
(1) Archivio di Siato in Ttotna. Ministero dell' Interno, vedi Appendice V.