Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
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1923
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pagina
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343
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Gioacchino Betti tl Censore "e suo spirito liberale 343
nuovo titolo: Un Ballo in Maschera , ma desiderava che Bic-cardo fosse stitolato, per tale ragione che voi stesso ricono- scerete giustissima quando sarete qui . Ed aggiungeva l'im- portanza politica e sociale viene a quel personaggio dalla oa- rica governativa è non dal titolo di duca..... Fosse anche un birraio di Londra chi Si M. Britannica avesse mandato a rap-f presentarla a Boston, non avrebbe egli la stessa potenza e la stessa corte come un Baronetto, o Conte, o Buca o che so io..? . Avvertiva che il male stava più nella forma che nel concetto . Baccomandava l'esclusione della troppo durezza di alcune frasi sostituendo, ad esempio, cada trucidato a < cada assassinato ; la morte ti aspetta a l'assassinio ti aspetta ; evitare di parlar di vitHme compresse , e di vendetta se lenta non men certa ; togliere la forca a vista del pubblico nel 2 atto e sostituirvi qualche edifìcio fuggito con orrore dal pubblico ; escludere vendetta come parola d'ordine . Fin qui la censura politica. La censura ecclesiastica, per suo conto, consigliava, per esempio, di dire pietà invece di Miserere ; invocare il soccórso del Cielo invece che degli Angeli Santi; sostituire a < delegato della giustizia di Dio delegato della Sorte ecc. D Tasselli solleticava l'ambizione di Somma scrivendo che * il dramma del Somma non verrà meno all'effetto perchè vi manchino quelle poche parole ; anzi tanto è il suo ingegno che
saprà sostituirne di più proprie e poetiche Vi vorrebbero
<* altre opposizioni perchè il genio del Somma si mostrasse in- sufficiente . Le correzioni della censura furono solo in parte seguite dal Somma. Riccardo non fu stitolato ma fu conte di Warwich ed anche molte espressioni rimasero tal quali. La forca, quantunque il Verdi scrivesse al Somma in quanto alle forche del 2 atto non ci pensate che io procurerò di ottenerne il permesso (1), fu dovuta sacrificare; ed era naturale che al governo pontificio ripugnasse di mostrare sulla scena al pubblico tale strumento.
Molte volte la Censura era costretta a dare il visto ad opere che avrebbe preferito non fossero rappresentate e che si limitava a rabberciare alla meglio, perchè la Compagnia non aveva altro da rappresentare. Questo inconveniente era stato
(1) A. PASCOLATO, Op. eirt., Iett. XXVI. Archivio di Staio in Boma. Direzione Generale di Polizia, redi Appendice XVI.