Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
<
1923
>
pagina
<
347
>
Gioacchino Bèlli " Censore " e il suo spirilo liberale 347
1 papale. Il sacro collegio gli gettò nelle fauci Posso di un ; impiego lucroso e il poeta uccise con una indigestione la Ir musa .
Ora il volo del Belli sul < Torquato Tasso * potrebbe essere, invéce che una mera curiosità politica e letteraria, un documento importante che, insieme con altri simili, serva a farci conoscere un altro aspetto della figura del Belli, aspetto che cercherò dimostrare non essere apertamente in contrasto con quello che ci presenta il Belli poeta. Cercherò così anche di smentire F accusa, non certo lusinghiera, che la Gazzetta livornese lanciava al Belli ancora vivente.
H Belli alla fine del '52 e nel '3 fu uno dei censori teatrali dello Stato Pontificio. Gioacchino CeccacciJ tese suo amico, lo presentava nel dicembre del '52, (1) come una persona di ottimi sentimenti e de vola al governo Pontificio, a Monsignor d. Antonio Matte-ucci Direttore Generale di Polizia e Presidente della Deputazione dei Pubblici Spettacoli. Gioacchino Oeccacci nella sua lettera invitava Monsignor Matteucci a chiedere informazioni sul Belli al padre Bresciani e al padre Curci, gesuiti appartenenti alla Civiltà Cattolica. Ed il Belli dovette essere giudicato da questi degno di appartenere alla Censura Pontifìcia, se Monsignor Matteucci continuò a chiedergli i suoi pareri durante tutto Fanno 1853. Undici sono i voti (2) del Belli che ci restano, cioè quelli sulle seguenti opere:
1 racconti della Principessa eli Navarra, dramma;
Una commedia dopo l'ultima recita di Francesco Augusto Bon;
a Calwmia di Scriba;;
Marianna di Ouciniello;
Macheti), di Schakspeare;
Vu bicchier d'acqua di Scribe;
Mfifc più fischi in teatro, farsa;
Nabucodònosor, musica del Verdi;
Mosè, musica del Rossini;
Viscardello melodramma del Piave, musicato da G. Verdi;
Torquato Tasso di Durai.
Osservando queste censure del Belli, ciò che più colpisce
(1) Vedi Appendice XVIII.
(2) Così erano denominate le relazioni che il Bolli stendeva sulle opere
sottoposte alla sua censura.