Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <817>
immagine non disponibile

Bibliografia 81T
sentanzu militare e politica in Lord Beotlnol Ite esercitando ogni de-spotisino sugli ali etiti, non cliiode salute al popolo siciliano, né lo salvò dallo asprezze e crudeltà avvenire. La polìtica degl' inganni non riuscita Mia conquista, non poteva .generare che lo sleale abbandono 1 Nelle vi­cende dei 1848, sollevatosi Palermo, ribelle tutta la Sicilia alla monar­chia de' Borboni, V Inghilterra, spontanea, s'intromise per conciliare le sortì popolai e le regie, che, dal principio,, furono. respinte, perchè i rappresentanti del Governo provvisorio non si attennero a vaghe pro­messe,, insistendo sulla riapertura del Parlamento, chiuso forzatamente, colla violenza di un decreto, che aveva ridotta la Sicilia, ad una provìn­cia. Fallite, nel chiudersi delia rivoluzione, le molto comiche mediazioni delP Inghilterra e della Francia, la Sicilia soggiacque alla conquista di Carlo Filangieri, prostrata alla reazione, che tormentò pure il popolo na­poletano. La mediatrice Bighilteraa, dopo Novara, aveva fatto voto colla Russia, colla Prussia,- colla Germania e colla Spagna per la compiuta vittoria dell*Austria. É notevoli si resero allora due politici inglesi, John Russe! e É Palme*ston * asserendo il jprimò, alla Camera de' Comuni, che gì? Inglesi non potevano .sperare felicità clicdagli Austriaci; lodando il seconflo*5aù<e l'Austiia gè* m sua temperanza nel Melili Oggi gì scrittori pi4n voga, cancellandb i precedenti, inalzano lorli a' politici -gle. ;ine le inalzeranno al Cavaignac, o al Thiers, che augu­rala: nelle: 'sventure del lé, che le sortì italiche si dovessero negozialo eoli'Austria secondo lo spìrito de' trattati del 1815 !
"jfóew: GMadstone non appartiene ne manco al novero dì quegi' In­glesi, come scriye Bonaventura Zumbini, di ue' liberali inglesi, :cte facevano una netta distinzione fra la rispettabilità dell'Austria còme una delle grandi MMW europe *ft giudizi die si potesse fare della sua dominazione nel Lombardo eneto. Pensarono sinattamente i rappresen­tanti della Camera e del Governo, ma la riserbatezza del giudìzio, efe non mai offese 'nnl pìtici dellnstria, fu negli Inglesi.piuttosto una discussione oratoria, ohe una prova pozione ; e bastano gli esempi del Palmerston e del Russel, V ultimo de' quali, a cose fatte, potè essere lodata con lodi da estendersi a Lady Russel. Al Congresso di Parigi levi la voce del ministro "Ifitd. Ciarendou : un voce che, in seguito alle lettere del Gladsttenfi al1 coglie Aberdeen, vituperò il Governo di Napoli, aggiungendo la uecessM il1 insistere per la secolarizzazione del Pontìfìzio, che chiamò onta d'Europa, L'una e l'altra cosa meritavano l'encomio j poiché ali-reame napoletano e sulle province romane gli atti di tirannia gravavano più che in tutti gli altri Stati Italiani.
Il Ciarendou ripeteva, hi compendiò, le acri censure del Gladstone f ma, in quel congrèsso, non ostante s'incrudelisse contro ! due ordii* politi, non si fece appello ftUa nazionalità italiana, né dal Cavour* ohe