Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <349>
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QioacMno Belli Censore P e il suo spirito liberale 349
posteri e di italiani, dobbiamo giudicare naturali e forse neanche eccessivi se pensiamo alle condizioni! politiche, non certo flo­ride, del governo pontiflcio in quell'epoca. Molto spesso i revi­sori leggevano l'opera affidata al loro esame senza approfondirne il concetto e, sospettosi per natura o per necessità di ufficio, segnavano subito con un frego ciò che a loro sembrava con­trario alla morale e alla politica pontificia, spesso senza neanche vedere il senso che le famigerate parole avevano nella frase e se veramente fossero state usate a scopo di attentato alla mo­rale o di offesa ai governi. Il Belli, invece, spinto, non so se dalla sua volontà o dal suo carattere osservatore e riflessivo, penetra il concetto dell'opera e più che alla forma bada alla so­stanza. Non voglio dire con questo che il Belli non cada a volte anehe egli nel ridicolo e nell'esagerazione: egli non è certo af­fatto esente dà quelle debolezze della Censura così comuni al suo tempo e che fanno sorridere ora noi che giudichiamo sere­namente ed obbiettivamente quegli avvenimenti.
Anche nei ripari da suggerire vediamo l'uomo più riflessivo: riflessione, beninteso, che io sono lungi dall'approvare perchè troppo profonda, troppo minuta, troppo noiosa e non feconda in fine di buoni efletti, come invece il Belli si sarebbe aspettato. Presso la maggior parte dei revisori la soppressione della pro­duzione, il cambiamento di titolo erano i rimedi più spicei a cui si ricorreva quando l'opera teatrale non rispondeva ai requisiti voluti dalla censura pontificia: il Belli non si contenta e fa delle riserve su questi metodi troppo sbrigativi e dà le sue buone ra­gioni per chiarire i suoi dubbi intorno alla bontà del metodo. Se leggiamo ad esempio il suo voto (1) su La Calunnia dello Seribe (commedia da lui reputata pessima per titolo e per sog­getto), vediamo come egli non si fosse accontentato dei ripari a cui era ricorso il Sevisore Politico che prima di lui aveva esaminato la commedia. Questi pare si fosse accontentato di cambiare soltanto il titolo di Calunnia in quello di Ba*-niondo , nome del principale personaggio. Ma il Belli osserva nel suo parere che lo spediente suggerito dal politico Bevisore può sembrare buono a tuluni . Ed egli non era di questi taluni, perchè pensava che la rincresoevol parola sebben rimossa dalla frónte, rimarrebbe pur sempre mille volte ripetuta per neces-
(1) Vedi Appendice XSSL