Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <351>
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Qioaockinp Belli " Oemore " e il mio spirito liberale 551
visto corno il cardinale Vannicelli, Arcivescovo di Ferrara, met­tesse in avviso due anni prima il Ministro dell'Interno sulla scon­venienza di tale rappresentazione (1). Il cardinale Vannicelli scri­veva a Monsignor Savelli che nel Bigoletto * non mancano adulteri, ratti, assassini ed immoralità di ogni sorta . H Belli, più feroce, scrive: Dal putrido dramma di Vittore Hugo, Le Boi s'amuse >, nel quale vengono in sozza gara di colpe il re di Francia Francesco le il di lui buffone Triboulet non poteva generarsi che una fetida contraffazione qual'è questa sconcezza del Vi- scardello > (2). Pare però che il consiglio del Cardinale Van­nicelli e l'ordine di Monsignor Savelli per la proibizione di questo lavoro in tutto lo Stato Pontificio non fosse stato ascoltato, se due anni dopo si ritornava da capo col Viscardello . Anzi, come appare dal voto del Belli, esso era già stato rappresentato, se non a Boma certamente nello stato Pontificio, poiché egli con­clude il suo parere col dire che il < men cattivo consiglio pare il permettere di nuovo una cosa che forse non doveva prima permettersi .
Da buon suddito romano fedele di Pio IX il Belli teme di vedere sulla scena rappresentati regicidi, atti irriverenti contro sovrani, e il ridicolo, che gli autori spandono talvolta sopra i loro regali personaggi, dà un certo fastidio al Belli, che fa no­tare a Monsignor Governatore quanto sia pericoloso in tutti i tempi, specie in quelli attuali, il presentare al pubblico Sovrani menomati nella loro dignità, In questo andava ben d'accordo con i regolamenti di Censura che raccomandavano l'assoluta proibizione di satire contro i Governi e contro la Beligione. Ma da questo lato la coscienza doveva rimordergli un poco: egli ri­pensava forse a quei sonetti nei quali aveva fermate le innu­merevoli satire contro Gregorio XVI e i suoi Ministri; molto probabilmente doveva sentire dei rimorsi per essersi fatto in­terprete della satira popolare. Quindi egli ora batte e ribatte, quasi per un'ammenda, su questo argomento, nei suoi voti sui Bacconti della Principessa di Navarra e sul Bicchier d'acqua di Scribe.
Le condizioni della società del secolo XIX non permettevano,
(1) Vedi Appendice II.
(2) Vedi Appendice XXVII.