Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
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1923
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pagina
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353
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Gioacchino Betti " Censoreyi e ti suo spirito liberale 353
dai buoni temersi e dai malvagi desiderarsi rinnovate a schianto della società tuttora ancora malferma? . Ma il dramma è già stato rappresentato a Napoli potrebbe obiettare qualcuno perchè dunque non permetterlo a Eoma? Il Belli lo previene: Napoli ha potuto avere occulte e rispettabili ragioni tutte proprie" quel reame posto in circostanze assai distinte da quelle del nostro stato : a Eoma quindi è meglio non rappresentarlo.
Egli non doveva essere molto sicuro dei suoi popolani e in genere di tutti i suoi concittadini: e d'altra parte vedeva forse in pericolo, fra tanta effervescenza di passioni di patria, Pio IX e, per quel poco che poteva, si sforzava di mantenerlo saldo sul trono evitando cattivi esempi.
Al suo animo schiettamente credente e religioso doveva repugnare il Maebeth di Shakespeare dove balena e domina, in effetti una eerta misteriosa intervenzione di non umani influssi e di tenebrose idee di Fato e avrebbe preferito noni non vederlo rappresentato. Lo avrebbe tollerato in musica perchè altro è la parola cantata, in cui la maggiore attenzione dell'uditorio va assorbita dalle armonie , altro la parola declamata che Vendesi alle menti ed ai cuori nuda e non distratta ministra dell'evidenza del fatto . La musica in questo caso diventerebbe complice della pontificia censura che non vorrebbe fosse percepito dall'uditorio il funesto concetto della cupa mente dell'autore (1). Qui il Belli non lo dice espressamente, ma preferirebbe che il dramma fosse bandito dalle scene. Si ha un bel cangiare un Ee in un qualunque Dinasta, i nomi di trono in grado, di suddito in vassallo, di Maestà in Altezza e far compiere fra le scene di un bosco un assassinio che dovrebbe consumarsi sul palco per rendere : fruttifero un antecedente regicidio . Queste variazioni suggerite dalla censura politica non sembrano sufficienti al Belli, perchè, egli dice, resterà sempre un benigno Signore tradito nella santità dell'ospizio e sgozzato da uno sleale soggetto per sola ambizione di dominio, atto di malaugurato esempio in ogni tempo ma specialmente al dì d'oggi (2). L'animo buono del Belli non concepiva odiosi tradimenti e feroci spargimenti di sangue e stimava inopportuna
(1) Parere sul Macbetli di Shakspeare. Appendice XXIV.
(2) Id.