Rassegna storica del Risorgimento
BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno
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1923
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pagina
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355
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Gioacchino Belli " (fautore " e ii suo spirito liberale 355
Una commedia dopo l'ultima licita *4 perchè essa sembra non contenere cosa offensiva ai riguardi osservabili in fatto di pubbliche rappresentazioni, specialmente dopo i rilievi dei Revisori, lodevoli tutti, e anzi alcuno fra essi condotto forse anche allo scrupolo . Figuriamoci cosa dovessero essere quei voti * se sono giudicati troppo scru-polosi dal Belli, che spinge i suoi scrupoli all'incredibile. Egli dunque pensa esser preferibile un divieto assoluto anziché cambiamenti particolari, i quali pos sono produrre più male al Governo. Ma anche nel divieto assoluto si deve procedere con cautela perchè, per esempio, proibire opere classiche, che per la molteplicità delle rappresentazioni sono ormai divenute un tutto col patrimonio intellettuale dei più, sarebbe cosa massimamente pericolosa. JSFon così per cose nuove non conosciute da nessuno. D pericolo dei cambiamenti il Belli lo trova nella mania dei confronti > che possono avere alcuni saccentuzzi che si vogliono fare << belli di erudizione sopra una facile e vaga letteratura . Ad essi potrebbe venire il desiderio riprovevole di imboccare in teatro la trombetta di instruttori dei meno eruditi intorno alla natura e ai motivi degli intro- dotti cambiamenti, dal che non di rado può nascere più sconcio che utilità, atteso le infinite susseguenti dicerie meno forse fa- vorevoli allo spìrito della limitata concessione che noi sareb- bero stati a quello di un assoluto divieto sempre da pochissimi < conosciuto (1). Come si vede, egli non si limita a consigliarne o no alla leggera la rappresentazione, ma penetra nello spirito della teatrale produzione, cerca di mettersi dalla parte del pubblico per vederne l'effetto e si affretta a segnare le espressioni ardite ed offensive che egli vorrebbe tolte dal testo. Ma prima di cancellarle definitivamente, vaglia le impressioni che possono produrre nel pubblico i cambiamenti, le parziali mutilazioni e pensa se non valga meglio una totale soppressione, il che per lui sarebbe l'ideale. Ma una totale soppressione può portare degli inconvenienti troppo dannosi allo Stato, ed egli allora a malincuore si rassegna a consigliarne per il bene del governo la rappresentazione. Malinconicamente soggiunge che quando un lavoro è stato rappresentato più volte senza che la censura abbia pensato prima a proibirlo, < il male, se ve n' era, è già fatto >.
(1) Parer sa I racconti della Principessa di Navarra . Vedi Appendice XX