Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <356>
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Luigia Rivetti
Gli spettatori hanno già assimilato le espressioni venefiche e una soppressione sarebbe proprio inutile se non dannosa. D'altronde - pensa il Belli per consolarsi l'abitudine di ascoltare con­tinuamente il male ha potuto assuefare gli animi sì che essi oramai non lo sentono più. Il male è diventato innocuo come già a Mitridate il veleno (1).
In queste censure vi è sempre il fine spirito d'osservazione del Belli: il suo animo profondamente scrupoloso non si smentisce, H suo cuore attaccato a Pio IX vede i orribili giacobini dappertutto e il ricordo delle giornate terribili del '49 lo fa an­cora fremere e piangere. Se si ripetessero quei giorni, egli ne morrebbe. Perchè non si ripetano è necessario calmare gli animi, non accenderli con parole di fuoco, con allusioni piccanti; bi­sogna fare in modo che questi animi elettrizzati dimentichino un po' la storia come essa è veramente; bisogna che si cancel­lino dalla loro memoria vergognosi tradimenti di re e di principi; uccisioni di governanti; bisogna che essi non abbiano sempre sotto gli occhi esempi di principi tiranni; occorre che essi non sappiano i retroscena dei governi. Si bandiscano, quindi, dal teatro rappresentazioni di fatti che, comunque, possano condurre gli animi degli spettatori a fare confronti. E per lui appunto una delle ragioni per versare a térìra il Bicchier d'acqua dello Scribe, sarebbe la rappresentazione dei retroscena dei go­verni, dei bassi intrighi di corte per ottenere il regale favore, delle basse e futili cause dalle quali possono nascere i grandi avvenimenti delle nazioni. Tutto ciò naturalmente è a scapito della dignità della Corona, e porta alla menomazione della ri­verenza per i ministri e aizza l'astio dei popoli. In quel tempo, nel quale in ogni penna circolava sempre un medesimo spirito più e meno abilmente mascherato, cioè la vergogna dei troni e il vilipendio della politica , si comprende come tutti i go­verni temessero e cercassero di evitare siffatte rappresentazioni. Nel Belli, poi, ai timori del devoto suddito di Pio IX si aggiun­gono gli scrupoli dell'uomo morale, onesto.
Ma se noi ci mettiamo per un momento dalla parte del governo pontificio in quel tempo e consideriamo le sue idee e i suoi principii, astraendo dalle simpatie per i liberali di Boma, dobbiamo riconoscere naturali le precauzioni del Belli per le
(1) Parere BU Un bicchier d'acqua di Scribe. Appendice XXV.