Rassegna storica del Risorgimento

BELLI GIUSEPPE GIOACCHINO ; LETTERATURA
anno <1923>   pagina <358>
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Luigia Rimili
mata. E d'altronde se, come risulta da ciò che ho detto, iJ Belli non fu liberale, non fu patriota, cosa assolutamente im­possibile in un uomo della sua tempra, come spiegare questo repentino passaggio dal periodo poetico romanesco al periodo delle censore e delle altre sue opere degli ultimi anni? Forse con la vecchiaia, che uatoralmente porta con so un cambia­mento di idee, proclive verso tutto ciò che è tranquillo?; ma il mutamento avvenuto nel Belli è troppo forte, troppo pre­cipitoso per poterlo attribuire alla vecchiaia. Un'altra invece è la ragione, naturalissima, che spiega l'apparente profonda diversità fra il Belli dei sonetti e il Belli degli ultimi anni: la rivoluzione del '48 con la repubblica del '49. Senza di queste il Belli sarebbe stato sì un buon suddito papale, ma non sarebbe diventato censore. Questo avvenimento politico ebbe sul Belli, come del resto su molti altri, lo stesso effetto che ebbe su Pio IX. Anche questi era stato, dopo il suo periodo liberale, incerto, indeciso: la repubblica lo rigettò decisamente dove se­coli e secoli di tradizioni lo chiamavano (1). I gravi e impor­tanti rivolgimenti politici producono sempre sulle mentalità me­die e sugli animi privi di profonde convinzioni questo effetto: essi fanno decidere gli incerti ondeggiamenti fra diversi convin­zioni e li spingono dove i sentimenti e il carattere li chia­mano. Oosì fu per il Belli.
In politica il Belli non ha mai avuto dei principi netti: mi­nacciato continuamente dalla malattia (a volte reale, a volte immaginaria), carattere non adatto all'azione, timoroso, dominato da un amor paterno intenso e dal desiderio di assicurare una posizione a suo figlio, il Belli non poteva incoraggiare le mene dei liberali. Ha durante tutta la sua vita fino al '49 egli non fu né vero liberale né vero conservatore. Non fu vero liberale, perchè, come abbiamo visto, egli, nel suo carattere, era alieno da queste idee quantunque in sua gioventù non le osteggiasse completamente, sorridendo compiacentemente alle azioni dei li­berali senza difendere con calore il pontefìcio governo e i sen­timenti di esso, se per caso (e ciò spesso gli avveniva) si tro­vasse ad ascoltare offese e irreverenze: ed in ciò non fu vero
(1) Ciò era stato previsto dal Mettermeli quando esclamava: Un pape li bérsi n'est pas un étre possible.