Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <818>
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limitò la questione nostra all'equilibrio europeo, né da Napolèónei -ohe aveva paura della rivoluzione, nò tampoco dal Clarendon, che rappre­sentava 1 Inghilterra. Le note diplomatiche non diedero alcun risultato r fl papa stette co* suoi statuti fermo a governare; il Borbone esternò ri­sentimento sulle avvertenze,: l'Austria non ebbe torto un capello, né la questione del Lombardo-Veneto venne allora in campo. Rimasero, adun­que, le recriminazioni del Gladstone nelle famose lettere y 1 .quali, con­siderate in sé, non miravano che a frustrare il govèrno di Napoli.
De' politici Inglesi del Bentìnck al Clarendon la prima voce che si ode, voce di biasimo contro le sofferenze e i torménto, è quella del Gladstone, che è quasi di rivendicazione alla regione meridionale', dopo le patite sventure e gli schérni del 1815 e del 1848, Il Gladstone, nelle due lettere del 7 aprile e del le luglio 1857, rese famoso il suo nome in Italia, non sono rare come le crede il Zumbini, che ne fa la ri-publicazione nel volume W* J. Gladstone nellesue~ relasioivi con l'ItaUaj poiché, tradotte dall'avvocato P. A. Gallerà, furono rimesse a stampa da Nicola Nisco, in fine al volume Francesco IT liti, impresso da Antonio Morano nel 1887. Morse lo Zumbini, poco assuefatto alle opere storiche sul risorgimento, non accortosi di quest'ultima edizióne del documento storico, dovette, frugando, avvalersi di quella conservata nella biblioteca del Senato. Tant'è rivive ora alla nostra memoria il nome illustre del Gladstone j ma per le duo lettere citate, rivive pe* Processi di Stato del Governo napoletano. Egli, in quell'anno, recatosi in Napoli, >er affari domestici, e non per una missione politica, inteso da' prigionieri della causa dell' Unità Italiana e di quella del Jj maggio 1848, riferisce al­l'Aberdeen, un lord pari al Gladstone, i patimenti de prigionieri del­l'ergastolo di Santo Stefano, e la voce, anche mista ad esagerazioni/ fu udita da tutta V Italia. Ed allora gli esuli, rifugiati in Piemonte, tras­sero argomento per dimostrare a' governi di Europa la crudeltà, cui erano sottopósti i Condannati politici, con a capo Carlo Poerlo ; e le due lettere sì resero ben presto celebri in Europa ; e BC:,. nel Piemonte*, nel ÌSpl,; appena divulgate, le cementò, cnnjqualche fierezza, Giuseppe Mas-aarV trattando la Questiona napolitano,, non mancarono altri a rispondere a ad esacrare sulla autorità dei politico inglese il nome e il governo del re L Napoli : la questione si esaurii riconobbero te illegalità del pro­cedimento e modi crudeli trattenere i giudicati colpevoli. Però, Fer­dinando li non si tenne pago alle asserzioni del Gladstone, e da Losanna e da Napoli, nello stesso anno 1861? uscivano le Coìtf Morioni alle Let­tere del siano* mutinone e la Messina degli JSrroHe delle Fallacie pub­blicate dal signor Qladstons. Il primo libro approfondisce la questione, seguendo i aalf dello* scrlttorg 'inglese-; l'opuscolo, edito a Napoli, rife. rendosi al testo delle lettere al conte Aberdeen, ricorda che fl Gladstone,