Rassegna storica del Risorgimento
MASSONERIA
anno
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1914
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pagina
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80
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80. Adolfo Colombo
Caro amico,
Eiu'igi, 14 gennàio 1802.
Ieri solamente nii fu rimessa la tua lettera, in coi mi rendi conto del tuo colloquio con Eie-asoli. Tolga Dio che io disapjprovt il passo da te fatto, suggerito da uno di quegli ìmpeti di alto e rètto sentimento oh sono frequenti nella bua ìndole generosa.. Ila giacché questa dolorosa questione fu posta cosi Bui tappeto, è necessario ch'essa sia chiaramente, nettamente risolta. So, in modo da non dubitarne, che Ubaldino Peruzzi ha détto, e non una sola volta, che io, o in parole, o in fatti., abbia favoreggiato una combinazione ministeriale Battazzi, ;;o:c;easi<0ne,: credo., del viaggio del Presidente della Camera a Parigi. Tu devi sapere a quest'ora chi abbia consigliato il viaggio di Battazzi e per qual mezzo questi abbia avuto udienza dall'Imperatore. Mellino che seppe, molto prima di me, del viaggio e dell'udienza, ha dovuto informartene. Fatto sta cheto fui interamente estraneo all'uno e all'altro: e quando ne fui informato da , Mellino, ebbi per nn istante il pensiero di domandare un congedo per evitare le dicerie dei giornali. Domandai' il parere d'un mio amico di qui, Alessandro Bixio, uomo di alto e retto sentimentov Egli mi consigli! a rimanere, a ricevere Battazzi come l'alta sua posizione esigeva, e a faréj, senza badare ad altro, scrupolosamente e 'correttamente il mio dovere. Seguii il efonsiglio.; Offersi a Battazzi l'ospitalità che esso non accette limitandosi a 'venire una volta sola a pranzo alla Legazione. ÌLo presentar a Thouvenel che me ne manifestò espressamente il desiderio, come purè' al Principe Napoleone,, Recisamente; .come; e costume di fare sempreohè viene a Pairitei alto personaggio dello: Stato, w recane aveva fatto con Fanti, con Scialoia, con Pasini, con Gràttoni ed altri che ini: domandarono tali presentazioni, "551
Di quello che Battazzi n disse dntorno; .ai- colloquia, ''da; lui avufèV resi conto sempre al barone Bicasoli come .di ragione. Di pio, non celai a Battazzi stesso che la mia posizione mi faceva uittj dovere di riferire1-al governo quanto esso ini diceva. Battazzi, devo tendergli questa giustizia, comprese: perfettamente la mia posizione e mi disse che esso intendeva anzi inferire' l'èsito del suo viaggio a Rieasotò, e credo che I-abbia fatto. Insomma ho la coscienza di aver fatto in questa difficile crrcostanz il mio dover, pienamente, irreprovevolmente. Quanto al giornalismo francese non ho nessuna relazione con esses me' lo impedisce la mia posizione ufficiale e quindi non posso rispondere e non rispondo di esso. Eccoti la storia vera. Ohi l'abbia travisata e come, non so, nò curo di sapere. Poco m'importa di; stare a Parigi. Non domandai di venirci. Ne fui pregato ; ci venni credeudo far piacere a chi mi mandava e sperando ,di poter rendere qualche servizio per l'Italia, per cui noi sacrifichiamo