Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <821>
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Bibliografia 821
piena fiducia del principe, che, divenuto i'k gli affidò delicate missioni e ie pia alte cariche dello Stato.
Infatti, avendo larga e profonda cultura giuridica, PAvet, come già si è accennato, prese molta parte alla compilazione dei codici.e diede prova di svegliatezza d'ingegno e di maturità di consiglio. Più tardi, no­minato consigliere di stolto, sì vide affidata la soluzione di spinose que­stioni di politica ecclesiastica :; vincendo gravissime difficoltà, cònclrinse il trattato con la Santa Sede per l'impunità ecclesiastica (1841), poi, Panno succeBsifsroj riuscì a regolare gli affari ecclesiastici dello Stato, con piena soddisfazione delle parti interessate e auclie a preparare la deci­sione dell'arbitrato reale fra le corti di Parma e di Austria per la succes­sione dell'arciduchessa Amelia.
Maturati 1 tempi, si mostrò favorevole alle idee liberali e più volte anzi cercò di spingere Hit r. a concedere spontaneamente quello clie in lireyep popoloebbe imperiosamente domandato con violente e tumultuarie dimostrazioni. Alcuni storici, rilevando a sproposito che PAvet fu 1' unico, dei firmatari dello Statuto: del 4 marzo 1848 ohe il Governo non voile nominar senatore adìtermarojio che egli si fosse ino-strato contrario alla promulgazione di quell'atto tanto solenne e impor­tante che doveva impostare su nuove basi l'ordinamento politico, dello Stato. Il capitano Be .Orestis di Castelnuovo,: Che s dimostra in onesto suo breve studo storico provetto e sereno,, dimostra invece con l'elo­quenza stessa dei sfocumenti e delle testimonianze come l'accusa sia de­stituita di ogni e- qualsiasi fondamento
Che anzi, dei sette- ministri d'allora, F Avet è Insieme l'Alfieri furono più espliciti nel pronunziarsi favorevolmente alla concessione, e TAvet fu P unico degli intervenuti al consiglio del 3 febbraio che suggerisse di togliere a modello la costituzione francese. Il fatto poi che Carlo Al­berto non lo nominò senatore come l'Alfieri: .é- ìli San'Marzano subito dopo le dimissioni del ministero Urinatane dello Statuto, non trova la sua ragione netto cessata o Sminuita amicìzia e fiducia del sovrano, ma nella volontà stessa dell'Avot,, ohe con scarsa fortuna volle tentale la via della deputazione politica.
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hiÉgi iPvma, ìmtii-tem Mille, èenni biografici. La Poligrafica M>Tifc lafranca Veronese*, Cecconi Remagiiiy pp-- S.
Luigi Prina di Villafrauott, maggiore'<* téltì, sentì fortemente fino dalla prima età giovanile, l'amore di patria. A diciotto anni, co­stretto a rimanere a casa durante la campagna* del 1848, insegnò a cau-