Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <391>
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Gioacchino Belli " Censore " e il suo spirito liberale 391
critica e apprezzarne l'intrinseco merito d'arte, si lieve e povera cosa troverebbesi ella per concetto, condotta, catastrofe e stile che, dove la fosse destinata alla recitazione anziché alla stampa (come dicesi che sia) parrebbe nata fatta per {smentire il suo prorrio titolo e correre ali7 estremo diametralmente opposto a quello vagheggiato dal suo poeta.
Comprende peraltro benissimo l'estensore di queste parole non appartener siffatti rilievi ad una pubblica censura, ma sì unicamente ad una accademica, la qual sola può entrare, chia­matavi, in discussioni toccanti la personal gloria di un uomo da penna, liberissimo a fare sciupio della sua rinomanza, purché tuttavia non comprometta egli insieme il decoro del suo paese lo che nel caso attuale non sembra temibile, tale essendo la natura del nostro componimento da non levare in aria nemmeno una paglia.
xxvn I
Il Nabucodònosor > del Verdi e il Mosè del Rossini Drammi ricevuti ed esaminati nelle parole il 17 agosto 1853
Niun rilievo sul primo. Non così circa all'altro vale a dire il Mosè.
Checché pensi favorevolmente di questo la politica censura, non sembra poter cader soltanto qualche difficoltà sul Coro d'introduzione in cui tutta consiste la prima scena, ma eziandio sul recitativo che chiude la scena seconda ed in ispecie sugli ultimi due versi di esso recitativo, i quali cantati a piena voce da un basso, e non coperti da strepito alcuno di orchestra rimarranno ben chiari e distinti nell'orecchio del popolo ascol­tatore. Né ben si saprebbe comprendere come la Censura che stimò pure doversi qua e là eliminare (ed eliminò infatti dal corpo del dramma qualunque lieve e sfuggevole frase offensiva alla Sovranità ed esprimenti concetti di libertà stratta, creda poi incapace di fastidiose conseguenze appunto il primo ingresso dell'opera a cui più sveglia e digiuna si rivolge e si applica la
mente dell'uditorio. i
L'estensore del presente voto comprende ancor egli (e ne ha sempre manifestato il convincimento) che talvolta il sopprimere o il mutare i sensi o le parole di letterari lavori conosciutissimi,