Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <396>
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Ernesto Pontieri
Le numerose gregge, che pascolavano d'anno in anno sul Tavoliere di Puglia, oltre a costituire un buon cespite di ren­dita per il bilancio del regno di Napoli, fornivano ad alcuni centri della Capitanata, come a Lucerà a San Severo a Foggia a Manfre­donia, dei prodotti (latticini, lana, carni), che rendevano rinomate queste piazze nella contrada e fuori. Tuttavia, allora come fino a poco tempo fa, alquanto si esagerò nello spezzare delle lance contro quell'antico sistema di sfruttamento, che, attraverso così lunghe età, avrebbe finito con l'esaurire tutte le risorse del suolo della pianura pugliese. E se ne fece uno dei tanti capi d'accusa contro i Borboni, che, per sete di oro, subito dopo la seconda restaurazione, avrebbero di nuovo avocato al patrimonio della Corona quelle terre, che i due Napoleonici! avevano concesse alla sospirata libera agricoltura.
Ora, pur ben disposti verso di chi, sedotto da popolari im­magini poetiche, ritiene tutto il suolo del Tavoliere ubertosa­mente e costantemente ferace, ma assolutamente restii a prestar fede a coloro che osano attenuare il reddito ricavato, in ogni tempo, da questa immensa prateria naturale giunse a sosten­tare fino a 500 mila pecore , noi crediamo giustificato l'inca­meramento del Tavoliere da parte dei Borboni. Essi stimarono più utile di richiamare all'antica pastura le mandre dell'Abruzzo, del Molise e della Puglia, e, in conseguenza, di ridare all'erario una fonte sicura di reddito ch'era venuta a mancare dm-ante i pochi anni, nei quali queste terre, finalmente rimosse dalla vanga e solcate dall'aratro, oltre ad avere stentato a ricompensare i molti sudori con una messe auspicata di copiosi frutti, erano divenute fomite di vivaci agitazioni rurali. Una necessità fiscale quindi, congiunta ad un bisogno di quiete fra contadini e agri­coltori, più che l'esperienza soltanto di recente confortata da alcune indagini scientifiche sulla natura del suolo di questa parte della Penisola, che, per cause molteplici (geologiche, climati­che, ecc.) (1), è fra le meno adatte ad una cultura remunera­tiva , suggerirono a Ferdinando I il decreto del '17, col quale il Tavoliere veniva reintegrato nel demanio dello Stato.
D'allora i malcontenti divennero generali. Infatti restarono disillusi parecchi dei piccoli proprietari terrieri di Lucerà e della
(1) A proposito v. gli studi dell'ANGKLom, del FRAOGAQRBTA, del SAI,-VBMim, eoo.