Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
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1923
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pagina
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397
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1 fatti Lucermi del 1848 897
contrada, poiché orano vissuti nella viva attesa di quietamente spartirsi, oggi o domani, gli agognati fratturi; restarono disillusi i contadini che, nel possesso di un pugno di quella terra decantata, sia pure con l'obbligo d'un annuo canone, vedevano un sollievo delle loro infelici condizioni economiche e sociali; e disillusi restarono pure i vecchi pastori delle gregge transumanti, i quali, più calcolatori e più furbi, avevano premeditato di non lasciare, giammai, a chicchesia quei pascoli, ai quali essi tornavano ógni anno, siceome a beni di loro esclusiva pertinenza.
E evidente quindi, come a Lucerà, e nei dintorni la questione politica s'intrecci col problema demaniale. E come quésto era stato un pretesto per estendere le fila degli affiliati alla Carboneria, la quale ebb numerose vendite in Capitanata, così, dopo la vampata del 1820, costituì una delle cause più stimolanti al sordo malcontento dei borghesi della regione. Invano essi avevano, per diverse volte, supplicata la clemenza sovrana a voler lasciar biondeggiare, su quella distesa di terre vergini, il frumento ed i cereali, di cui le popolazioni del Eegno avevano cotanto bisogno. Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II furono sordi; o, al massimo, solleticati da una vera colluvie di scritti in proposito, fra cui qualche polemica, si limitarono a delle vaghe promesse, che vennero poi tradotte in dei progetti, destinati a restare eternamente sotto cartiera, nella formazione delle solite commissioni, e magari in qualche effimero provvedimento. Cosicché nel '48 un risultato, risolvente la questione del Tavoliere di Puglia, era di là da venire. E queste terre continuavano ad alimentare la deplorata industria armentizia.
Né migliore esito toccò alle agitazioni agrarie, che serpeggiarono, qui e lì, in tutti i centri principali della Capitanata, ed anche a Lucerà, dal 1840 in poi. Quivi contadini e pastori erano divenuti addirittura irrefrenabili nella brama che li tormentava di possedere delle terre.
Diverse volte, frotte di essi violentemente irruppero in masserie private e vi perpetrarono danneggiamenti così rilevanti, da costringerei proprietari a frenare quella certa smania di novità ed a stringersi alla sovranità governante, la quale, se non altro, avrebbe preservate le loro possessioni da simili rappresaglie contadinesche.
[ffla. queste Continuarono pur dopo la concessa Costituzione
del 1848.
Forse le plebi rurali di Lucerà, ignoranti com'erano, vede-
?,.