Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <398>
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Ernesto Pontieri
vano in quella famosa Carta l'atteso indulto sovrano, il quale ve­niva a dare ciò che a loro stava sopra tutto a cuore: la sparti­zione dei latifondi pugliesi. Da qui la rosea illusione di men tristi tempi e di più agiate condizioni di vita materiale. Onde credet­tero, i contadini, di far man bassa su tutto, fino a quando la loro suggestionata consapevolezza non incagliò nei freni dell'autorità giudiziaria. Don Giocondo Pellegrino, primo tenente della Guardia urbana di Lucerà, allorché si trovò impigliato nelle reti di un pro­cesso politico, fra l'altro addusse a sua discolpa, come prova di costante attaccamento all'ordine, l'aver represso quei caprai, che, con danneggiamenti alle campagne, avevano compromessa la tranquillità pubblica.
Ora si Sfatti moti del proletariato agrario lucerino, assoluta­mente privi di qualsiasi sentimentalismo patriottico e di qual­siasi aspirazione all'avveramento degli ideali che pervadono le lotte del secolo XEX, senza dubbio rivelano, in quelle loro ca-iraÉteristiche violenze contro la proprietà del borghese, aspirante alla libertà del suo Paese come termine del suo elevamento politico, rivelano, torno a dire, sintomi di tendenze comunistiche in pieno quarantotto. Del resto anche in Toscana, com'è stato recentemente dimostrato (1), pullularono idee e si ebbero moti prettamente socialisti, prima e durante il 1848.
Concludendo, il contadino di Lucerà, come tutte le masse agrarie d'Italia, rimase completamente estraneo alle ardenti prove contro la tirannide del suo Paese, perchè la sua capacità mentale era tale da non fargli intendere la bontà ideale della lotta, nella quale stavano per battersi, con disinteressati propositi, pa­recchi dei suoi conterranei della città. Ignorante e fanatico, ma non per colpa sua; affetto da misoneismo e trascurato lo stesso Mazzini dimenticò di rivolgere il suo apostolato al popolo delle campagne ; superstizioso e alieno da desideri costituzionali è probabile che per lui, nel '48, cambiamento di governo signifi­casse mutamento di regnanti, piuttosto che di forma e di sistema di governo ; tenuto lontano dalla città da quegli stessi che nel movimento politico vedevano un'affermazione ed un migliora­mento della propria classe, il nostro contadino, ripeto, fu inca­pace di assurgere alla concezione di un ideale politico, e restò
(1) AXDIUANI Gr., Socialismo e comunismo m Toscana tra H 846 e il 1849. Jn mova Rivista Storica, V. (1921).