Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
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1923
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pagina
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399
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1 foMi Lacerimi del 1848 390
assente ai grandi fattijk Lucerà, come in Puglia, come in tutta rifcalia, la riscossa del sentimento nazionale, la lotta contro l'antico regime, la rivendicazione dei diritti del popolo, il Risorgimento, fu opera di cittadini ed ebbe il suo teatro d'azione nella città.
NEI*EA OITTI.
Se dalla campagna entriamo fra le mura di Lucerà, noi vi troviamo, agli inizi del '48, un certa aura di vita nuova. Questa è scuturita dalle fi-esche energie, che la città ha ritrovate durante gli ultimi anni. Si può dire ch'essa basti a se stessa. Ha granaglie in quantità e vimm a confezionarsi da sé le pasti alimentari; di carni e di latticini ve n'è a sufficienza, perchè buona parte dei pastori del Tavoliere fissa le tende a Lucerà e ivi smercia i suoi prodotti; dalle fertili masserie adiacenti provengono ortaglie e frutta in abbondanza e a buon prezzo; le antiche fornaci provvedono di laterizi un'intera regione, la quale ha da accorrere qui, ogni giorno, come centro principale degli affari. Ma sopra tutto la diffusione della cultura della vigna, prodigiosamente attecchita su quei rialzi calcarei del Tavoliere di Puglia, sui quali si adagia Lucerà, se non ha completamente trasformato questo mercato granario il terzo della provincia dopo Foggia e San Severo in vinicolo, ha però accresciuta la rinomanza della piazza, esteso il suo traffico ed aumentate le fonti di lucro alla popolazione lucerina.
Adunque la reputazione che Lucerà godette in ogni tempo, come d'una città ricca e industre, non si smentì nemmeno allora, alla vigilia dei grandi avvenimenti. Anzi il recente benessere, risentito, nelle debite proporzioni, da tutti gli ordini dei suoi cittadini, secondò il diffondersi delle idee che, a quei giorni, agitavano le coscienze e le incitavano all'azione. Primo a scuotersi ed a fremere, fu, s'intende, il ceto medio, vale a dire quella borghesia della città, che dovunque è stata il lievito della nostra risurrezione politica.
Essa, come in tutta l'Italia del mezzogiorno, può essere catalogata in tre gruppi, reciprocamente legati da interessi collettivi. I proprietari di terre e d'immobili, ch'erano per lo più anche detentori di capitali, ammassati col tempo in grazia di buone e oblique arti,, comunemente appellati col caratteristico don; l'artigianato cittadino, al quale aggiungeremo i commercianti e gl'industriali, che la voce sana ancora battezza con la designazione